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Cassazione Civile, Ordinanza n. 19376/2024 del 15/07/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (privato)

La controversia

La Prefettura aveva disposto la revoca della patente di guida per guida in stato di ebbrezza con incidente stradale, dopo una precedente sospensione di dodici mesi, indicando anche che la nuova patente non potesse essere conseguita prima di tre anni. L'interessato aveva proposto opposizione, respinta in primo grado; in appello il Tribunale aveva confermato la revoca ma aveva accolto il gravame sulla decorrenza del triennio, ritenendo che dal termine di tre anni dovesse essere scomputato il periodo di sospensione già sofferto (206 giorni). Le amministrazioni hanno quindi ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando violazione e falsa applicazione degli artt. 186, comma 2 bis, e 224 cod. strada, sostenendo che il giudice non poteva rideterminare il termine in assenza di una base normativa espressa e che sospensione e revoca risponderebbero a finalità diverse, sicché non sarebbero cumulabili ai fini del computo del triennio.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato il ricorso. Ha osservato, quanto alla dedotta eccedenza dei poteri del giudice, che il provvedimento impugnato non si limitava a un generico richiamo alla disciplina del triennio, ma indicava una specifica data di decorrenza, sicché l'opponente aveva interesse a contestarla per ottenere lo scomputo del periodo di sospensione. Nel merito, la Corte ha aderito all'orientamento giurisprudenziale secondo cui, ai fini del termine di tre anni previsto per conseguire una nuova patente dopo la revoca disposta per guida in stato di ebbrezza, deve essere detratto il periodo in cui la patente era stata sospesa in via provvisoria. Ha valorizzato la continuità funzionale tra sospensione e revoca, entrambe misure volte alla prevenzione generale e alla tutela della sicurezza pubblica, richiamando anche precedenti penali e amministrativi e una circolare ministeriale conforme. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna delle amministrazioni ricorrenti alle spese.

Norme richiamate

  • art. 186, comma 2 bis, cod. strada

    Richiamato come norma incriminatrice/sanzionatoria in base alla quale è stata disposta la revoca della patente per guida in stato di ebbrezza con incidente stradale.

  • art. 219, comma 3 ter, cod. strada

    Il termine di tre anni per conseguire una nuova patente decorre dall'accertamento del fatto; il periodo di sospensione precedente alla revoca deve essere scomputato dal triennio.

  • art. 224 cod. strada

    Richiamato nel motivo di ricorso come norma disciplinante l'opposizione/sanzione amministrativa accessoria.

Massime di principio

  • Quando il provvedimento amministrativo di revoca della patente per le ipotesi previste dal codice della strada indica una specifica data di decorrenza del divieto di conseguire una nuova patente, tale indicazione è autonomamente contestabile dall'interessato, che ha interesse a far valere uno scomputo del periodo di sospensione già sofferto.
  • Ai fini del computo del termine triennale previsto per il conseguimento di una nuova patente dopo la revoca per guida in stato di ebbrezza, il periodo in cui la patente è stata precedentemente sospesa va detratto dal termine complessivo.
  • Sospensione provvisoria e revoca della patente, pur avendo presupposti e intensità diverse, sono misure accomunate da finalità di prevenzione generale e di tutela della sicurezza pubblica; tale assonanza funzionale consente di evitare un irragionevole cumulo temporale tra i due periodi.
  • L'interpretazione delle sanzioni accessorie del codice della strada deve essere coerente con la funzione di tutela dell'incolumità pubblica e con l'esigenza di non aggravare oltre misura l'effetto complessivo della misura quando il destinatario abbia già subito una sospensione precedente.

Come è indicizzato

MaterieSpese di liteOpposizioni esecutive
RamiProcesso civileEsecuzioni
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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