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Cassazione Civile, Ordinanza n. 15187/2025 del 06/06/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

La controversia

Un proprietario di un compendio immobiliare agiva contro la società che gestiva il sistema idrico e fognario comunale chiedendo il risarcimento dei danni subiti dall'immobile a seguito di un allagamento verificatosi tra il 25 e il 27 dicembre 2004. L'attore sosteneva che la fuoriuscita d'acqua dalla fognatura comunale fosse dipesa dalla mancata manutenzione della rete, affidata alla società convenuta. Il Tribunale rigettava la domanda ritenendo che l'evento fosse stato determinato da piogge alluvionali eccezionali, integranti caso fortuito, e che non fosse provata l'omessa manutenzione. La Corte d'appello confermava, valorizzando il rapporto dei Vigili del Fuoco e ritenendo apodittica la c.t.u. di parte favorevole all'attore; aggiungeva inoltre che, secondo il regolamento d'ambito, la società sarebbe stata comunque estranea alle competenze sulla raccolta e smaltimento delle acque meteoriche. In Cassazione il ricorrente denunciava: (1) violazione dell'art. 2051 c.c. per avere escluso la responsabilità da cosa in custodia nonostante la prova del nesso tra cosa e danno; (2) violazione dell'art. 2697 c.c. per errata ripartizione dell'onere della prova, sostenendo che spettasse al custode provare il fortuito; (3) violazione dell'art. 2051 c.c., del r.d. n. 1464/1938 e omesso esame di fatti decisivi, contestando l'affermazione del caso fortuito e l'assenza di prova della manutenzione; (4) violazione dell'art. 91 c.p.c. in punto spese di lite.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto, nei limiti della motivazione, il primo, secondo e terzo motivo di ricorso, dichiarando assorbito il quarto. Ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato alla Corte d'appello di Salerno in diversa composizione per un nuovo esame della controversia e per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità. La Corte ha ritenuto che i giudici di merito avessero applicato criteri non conformi alla giurisprudenza in tema di responsabilità ex art. 2051 c.c., poiché avevano valorizzato in modo apodittico l'eccezionalità della precipitazione senza fondarsi su dati scientifici e statistici specifici, e avevano impropriamente considerato la diligenza/manutenzione del custode ai fini dell'esimente. Il giudice di rinvio dovrà verificare, secondo i principi enunciati, se l'evento meteorico abbia avuto caratteri di eccezionalità e imprevedibilità sulla base di dati obiettivi riferiti al contesto specifico, e ripartire correttamente l'onere probatorio.

Norme richiamate

  • art. 2051 c.c.

    La responsabilità da cose in custodia ha natura oggettiva: il danneggiato deve provare il nesso causale tra cosa e danno e la custodia; il custode può liberarsi solo provando il caso fortuito, inteso come fatto esterno o atto del danneggiato/terzo idoneo a interrompere il nesso causale. La diligenza o la colpa del custode non rilevano ai fini dell'imputazione.

  • art. 2697 c.c.

    L'onere della prova grava sul danneggiato quanto a cosa, custodia e nesso causale; grava sul custode quanto alla prova liberatoria del fortuito.

  • art. 1227 c.c.

    La condotta del danneggiato può assumere rilievo causale concorrente o esclusivo, secondo una valutazione della prevedibilità e della evitabilità del danno con le cautele normalmente esigibili.

  • art. 41 c.p.

    secondo comma, primo periodo

    È richiamato per definire il fortuito o l'atto del terzo/danneggiato come causa sopravvenuta idonea a interrompere il nesso causale in via esclusiva.

  • art. 2 Cost.

    È richiamato quale fondamento del dovere generale di ragionevole cautela nella condotta del danneggiato.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Norma processuale che disciplina la trattazione in camera di consiglio del ricorso.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    Norma invocata nei motivi di ricorso per denunciare violazione e falsa applicazione di legge.

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    Norma invocata per omesso esame di un fatto decisivo oggetto di discussione tra le parti.

  • art. 91 c.p.c.

    Norma richiamata nel quarto motivo in tema di spese di lite; il motivo è stato però assorbito.

  • r.d. 02.08.1938, n. 1464

    Richiamato dal ricorrente nel terzo motivo, ma senza che la Corte ne sviluppi una specifica interpretazione autonoma.

Massime di principio

  • Nella responsabilità ex art. 2051 c.c. il danneggiato deve provare soltanto la relazione causale tra la cosa custodita e il danno, oltre alla custodia; non deve dimostrare la colpa del custode.
  • Il custode può andare esente da responsabilità solo provando un fatto esterno, imprevedibile e inevitabile, che presenti efficacia causale autonoma ed esclusiva nel produrre l'evento dannoso.
  • Quando il danno deriva da precipitazioni atmosferiche, l'eccezionalità e l'imprevedibilità del fenomeno non possono essere desunte in modo apodittico o da mere impressioni: occorrono dati obiettivi e scientifici, in particolare pluviometrici, riferiti al luogo e a un arco temporale significativo.
  • La verifica del caso fortuito in presenza di eventi meteorici non deve scivolare in un sindacato sulla diligenza del custode nella manutenzione: l'assenza o meno di manutenzione rileva solo per accertare il nesso causale tra cosa e danno, non per sostituire il requisito del fortuito.
  • In tema di danno da cosa in custodia, la condotta del danneggiato o del terzo può interrompere o concorrere causalmente nella produzione dell'evento solo se connotata da efficienza causale autonoma secondo criteri di prevedibilità, evitabilità e regolarità causale.

Come è indicizzato

MaterieResponsabilità del custode
RamiResponsabilità civile
IstitutiOnere della provaCaso fortuito e forza maggioreNesso di causalità

Testo integrale

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