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Cassazione Penale, Ordinanza n. 29285/2026 del 03/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (parte civile)

La controversia

L'imputato ricorre per cassazione contro la sentenza della Corte di appello che ha confermato la condanna del G.I.P. del Tribunale per bancarotta fraudolenta documentale. Deduce tre motivi: 1) erronea applicazione della legge penale e vizio di motivazione sulla sussistenza del reato, sostenendo che non sarebbe stata dimostrata la sua consapevolezza e volontà in ordine alle omissioni contabili, quindi mancherebbe l'elemento soggettivo; 2) erronea applicazione di legge e vizio di motivazione per il diniego della sospensione condizionale della pena; 3) erronea applicazione di norme processuali e vizio di motivazione per l'omesso avviso, da parte del primo giudice, della possibilità di chiedere sanzioni sostitutive e per il mancato accoglimento di tale richiesta in appello. La parte civile deposita memoria e nota spesa, ma si limita a chiedere l'inammissibilità del ricorso senza contrastare specificamente i motivi.

La decisione

La Corte di cassazione dichiara il ricorso manifestamente infondato e generico, quindi inammissibile. Conferma la condanna già pronunciata nei gradi di merito per bancarotta fraudolenta documentale. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende. Esclude la liquidazione delle spese in favore della parte civile, perché non ha dato un contributo effettivo alla decisione limitandosi a chiedere l'inammissibilità del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 545-bis, comma 1, cod. proc. pen.

    L'avviso sulla possibilità di richiedere una pena sostitutiva non deve essere necessariamente dato in ogni caso; la sua omissione non determina nullità, poiché il giudice esercita un potere discrezionale e l'omissione presuppone una valutazione implicita di insussistenza dei presupposti per la misura sostitutiva.

Massime di principio

  • In tema di sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi, il giudice non è tenuto a sollecitare sempre l'imputato alla richiesta della pena sostitutiva; la mancata formulazione dell'avviso previsto dall'art. 545-bis, comma 1, c.p.p. non comporta nullità della sentenza quando il giudice abbia implicitamente ritenuto insussistenti i presupposti per l'applicazione della misura.
  • La censura di vizio di motivazione sulla responsabilità è inammissibile quando la sentenza impugnata contiene una motivazione completa, logica e aderente alle prove, idonea a fondare la consapevolezza e volontà dell'imputato rispetto alle omissioni contabili ascrittegli.
  • Il diniego della sospensione condizionale della pena è legittimo quando sia sorretto da una prognosi negativa sul futuro comportamento del condannato, desumibile da elementi concreti valorizzati dal giudice di merito.
  • La richiesta di pena sostitutiva deve essere specifica e argomentata, indicando perché la sostituzione garantirebbe in modo più efficace il reinserimento sociale e la prevenzione di ulteriori reati rispetto alla pena detentiva; una domanda generica non consente un utile sindacato di legittimità.
  • La parte civile non ha diritto alla liquidazione delle spese nel giudizio di cassazione se si limita a chiedere l'inammissibilità del ricorso senza apportare un effettivo contributo argomentativo alla decisione.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaImpugnazioniRiti alternativi
RamiReati fallimentariProcesso penale
SottomaterieBancarotta documentale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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