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Cassazione Penale, Ordinanza n. 11668/2026 del 26/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Trieste che lo aveva condannato per fatti qualificati, nella motivazione, come ricettazione attenuata, con richiamo anche alla sussistenza di un reato presupposto di contraffazione ex art. 474 c.p. Con il primo motivo ha dedotto che la Corte territoriale avrebbe dovuto dichiarare l'improcedibilità per intervenuta prescrizione della ricettazione attenuata. Con il secondo motivo ha censurato, per violazione di legge e vizio di motivazione, la valutazione delle prove e la ritenuta sussistenza del reato presupposto, sostenendo l'erroneità dell'apprezzamento degli elementi probatori e la grossolanità del falso. Con il terzo motivo ha lamentato il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, il diniego della sospensione condizionale della pena e la mancata applicazione della sanzione sostitutiva della pena pecuniaria ai sensi dell'art. 53 l. 689/1981.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato e reiterativo di censure già disattese in appello; il secondo motivo è stato giudicato generico, meramente apparente e volto a ottenere una nuova valutazione del fatto, estranea al sindacato di legittimità; il terzo motivo è stato reputato manifestamente infondato, poiché la richiesta di attenuanti generiche era generica, i precedenti penali dell'imputato erano ostativi alla sospensione condizionale della pena e la pronuncia sulle pene sostitutive non era dovuta in mancanza di una specifica richiesta dell'imputato nel corso dell'udienza di discussione. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 474 c.p.

    indicato come reato presupposto di contraffazione dei beni rinvenuti nella disponibilità dell'imputato; la Corte valorizza gli elementi già accertati in appello per ritenere infondata la censura difensiva sulla prova della contraffazione.

  • art. 53 l. 689/1981

    la Corte precisa che la pronuncia sulle sanzioni sostitutive della pena detentiva breve richiede una specifica richiesta dell'imputato, da formulare almeno fino all'udienza di discussione del gravame.

  • art. 164, secondo comma, n. 1, c.p.

    i precedenti penali dell'imputato sono ritenuti ostativi alla concessione della sospensione condizionale della pena.

  • art. 585, comma 4, c.p.p.

    richiamato per chiarire che la richiesta di pene sostitutive non deve necessariamente essere proposta con l'atto di impugnazione o con motivi nuovi, ma comunque deve pervenire entro l'udienza di discussione.

  • art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    norma transitoria della riforma Cartabia richiamata per affermare che il giudice d'appello deve pronunciarsi sulle pene sostitutive solo se l'imputato le abbia richieste nei termini indicati.

Massime di principio

  • La deduzione della prescrizione del reato, se già esaminata e motivatamente respinta nei gradi di merito, non può essere riproposta in cassazione con censure meramente reiterative o manifestamente infondate.
  • In sede di legittimità non è consentito sollecitare una nuova valutazione delle risultanze probatorie o un diverso giudizio di merito; il motivo deve confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata e non può essere apparente o generico.
  • La richiesta di attenuanti generiche, se non sorretta da specifiche ragioni di fatto, consente al giudice di motivare il diniego con il richiamo alla mancanza di elementi positivi favorevoli all'imputato; i precedenti penali possono essere valorizzati in senso ostativo.
  • La sospensione condizionale della pena può essere negata quando ricorrano cause ostative desumibili dai precedenti penali dell'imputato, secondo la disciplina codicistica applicabile.
  • Per la pronuncia sulle pene sostitutive delle pene detentive brevi nel regime transitorio della riforma Cartabia è necessaria una richiesta dell'imputato, non necessariamente contenuta nell'atto di impugnazione, ma proposta almeno entro l'udienza di discussione del gravame.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniTruffaRicettazione
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiPrescrizione del reatoOnere della prova

Testo integrale

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