Cassazione Penale, Sentenza n. 17066/2026 del 12/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per nullità assoluta dell'udienza di convalida dell'arresto e dei provvedimenti successivi, per presunta violazione delle norme sulla vocatio in ius del difensore di fiducia (artt. 178 lett. c), 179 e 391 c.p.p.). Si prospetta che il difensore di fiducia nominato dall'arrestato (avv. Stefania Rullo) non sia stato efficacemente avvisato della fissazione dell'udienza di convalida (le comunicazioni telefoniche effettuate sono risultate inefficaci e non vi sono riscontri documentali), con conseguente nomina di un difensore d'ufficio presente in udienza. Si deduce che l'omesso avviso al difensore di fiducia ha precluso l'esercizio pieno della difesa tecnica e ha determinato la nullità assoluta dell'udienza e degli atti consequenziali (interrogatorio e provvedimenti cautelari adottati senza la presenza del difensore fiduciario).
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha accertato il mancato avviso al difensore di fiducia nonostante la tempestiva nomina e la disponibilità dei recapiti, giudicando tale omissione causa di nullità assoluta dell'udienza camerale di convalida. Per effetto di ciò ha annullato senza rinvio l'ordinanza di convalida dell'arresto e l'ordinanza applicativa della misura cautelare non custodiale emesse dal Tribunale di Milano in data 27/02/2026, rilevando che la nullità si riverbera anche sull'interrogatorio e sugli atti consequenziali. Ha disposto il rinvio per nuovo giudizio e gli adempimenti di comunicazione al Procuratore generale ai sensi dell'art. 626 c.p.p.
Norme richiamate
La mancata osservanza delle formalità previste per l'avviso al difensore, quando la presenza di quest'ultimo è obbligatoria, integra una nullità assoluta.
Conferma che la nullità derivante dall'omesso avviso al difensore è di natura assoluta e insanabile, con conseguente annullamento degli atti viziati.
art. 391, commi 1-2 cod. proc. pen.
Predispone lo svolgimento dell'udienza di convalida in camera di consiglio con la partecipazione necessaria del difensore; la norma impone l'avviso senza ritardo al difensore, e la sua mancata partecipazione per inidonea comunicazione non può essere sanata con la semplice nomina d'ufficio se il difensore di fiducia era stato tempestivamente designato.
art. 558, commi 1 e 4 cod. proc. pen.
Regola la procedura di presentazione dell'arrestato davanti al giudice per la convalida e rinvia, in caso di richiesta del PM, alle disposizioni sull'udienza camerale e sull'avviso al difensore.
art. 97, commi 3-4 cod. proc. pen.
Stabilisce la nomina del difensore d'ufficio qualora il difensore di fiducia non sia reperito o non compaia; tale rimedio opera solo se le formalità di avviso al difensore di fiducia sono state rispettate.
art. 390, comma 2 cod. proc. pen.
L'avviso senza ritardo al pubblico ministero e al difensore è da ritenersi applicabile, per identità di ratio, anche alla convalida dell'arresto nel procedimento direttissimo.
art. 611, comma 1 cod. proc. pen.
Norma richiamata per indicare che si è proceduto con trattazione scritta in Cassazione; non influisce sul vizio che riguarda le formalità dell'udienza di convalida.
Richiamata in riferimento alla convalida dell'arresto disposta dal giudice in primo grado; tale atto è affetto da nullità se l'udienza di convalida è nulla.
L'interrogatorio reso senza la presenza del difensore fiduciario è viziato e la sua utilizzabilità è condizionata al rinnovo nei termini previsti; qui il rinnovo non è avvenuto nei termini, con la conseguenza annullatoria.
Prevede gli adempimenti di comunicazione al Procuratore generale nei casi di annullamento di provvedimenti; la Corte ha disposto tali comunicazioni.
art. 6, comma 3, lett. c), Convenzione europea dei diritti dell'uomo
Richiamata dalla giurisprudenza per affermare il diritto dell'imputato ad avere un difensore di sua scelta; la nomina d'ufficio in presenza di una nomina fiduciaria tempestiva può ledere tale diritto.
Massime di principio
- La presenza del difensore di fiducia è essenziale nelle udienze di convalida dell'arresto: se l'imputato ha tempestivamente nominato un difensore e questi non è stato efficacemente avvisato, l'udienza è nulla in modo assoluto.
- La mera presenza in udienza di un difensore d'ufficio non sanifica l'omessa comunicazione al difensore scelto dall'imputato; la sostituzione non rimedia al vizio se la vocatio in ius non è stata regolarmente eseguita.
- Le forze di polizia e l'ufficio che organizza l'udienza devono adottare modalità di avviso efficaci e documentabili (più canali, registrazione/tentativi, uso di PEC quando disponibili) quando la legge prevede urgenza della comunicazione.
- La nullità dell'udienza di convalida si estende agli atti processuali consequenziali (es. interrogatorio, provvedimenti cautelari) e tali atti dovranno essere rinnovati nei termini di legge per poter essere utilizzati.
- Solo il difensore che abbia accettato il mandato fiduciario è tenuto a collaborare con la necessaria diligenza per permettere la tempestiva ricezione degli avvisi; tuttavia l'onere di comunicazione resta comunque a carico dell'autorità procedente.
- In caso di dubbio sull'efficacia della comunicazione al difensore di fiducia, è preferibile sospendere o rinviare l'udienza ovvero documentare tentativi multipli di contatto prima di procedere con nomine d'ufficio o con decisioni sostanziali.
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