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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21123/2023 del 17/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di estorsione aggravata (art. 416-bis, comma 1 c.p.). Il ricorrente ha proposto tre motivi: (1) vizio di motivazione nella valutazione dei gravi indizi di colpevolezza, sostenendo che essi si fondassero esclusivamente sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia (Corra e Scavone) senza adeguata verifica della loro attendibilità e senza riscontri individualizzanti; (2) vizio di motivazione sulla valutazione delle dichiarazioni della persona offesa Salvatore Scaletta, ritenute incoerenti e poco credibili sulle modalità, sugli importi e sul mancato riconoscimento del soggetto incaricato di riscuotere mensilmente; (3) vizio di motivazione sulla sussistenza dell'attualità delle esigenze cautelari, dato che i fatti contestati risalirebbero al 2016 e pertanto la custodia cautelare non sarebbe più giustificata.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto solida la motivazione del Tribunale del riesame, che aveva valutato l'attendibilità dei collaboratori e individuato plurimi riscontri oggettivi, tra cui la convergenza tra dichiarazioni eteroaccusatorie e la versione della persona offesa, nonché intercettazioni telefoniche che dimostrano la prosecuzione dell'attività estorsiva e il beneficio per il ricorrente fino al 2021. La doglianza relativa all'inimicizia invocata dal ricorrente è stata considerata questione di merito non ammissibile in sede di legittimità. Il ricorso è dunque dichiarato inammissibile e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende; la sentenza rinvia alla cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1.

Norme richiamate

  • art. 416-bis, comma 1 cod. pen.

    La norma è stata richiamata come base della contestazione (associazione mafiosa con aggravante), e la Corte ha ritenuto sussistenti gravi indizi in relazione all'attività estorsiva riconducibile al ricorrente, anche alla luce delle dichiarazioni dei collaboratori e degli elementi di riscontro.

  • art. 94, comma 1

    Richiamato nella parte finale per gli adempimenti di cancelleria relativi all'esecuzione della decisione (oneri amministrativi successivi alla declaratoria di inammissibilità).

Massime di principio

  • La valutazione dell'attendibilità dei collaboratori di giustizia richiede la ricerca di riscontri oggettivi; giudici di merito possono ritenere sufficienti anche convergenze con dichiarazioni della persona offesa e intercettazioni.
  • In sede di legittimità l'analisi non può rimettere in discussione liberamente fatti e valutazioni di merito già accertate se non emergono profili di violazione del diritto o vizi formali; le contestazioni meramente probatorie o di fatto sono difficilmente accolte.
  • La persistenza delle esigenze cautelari può essere dimostrata non solo dalla partecipazione materiale alla condotta recente, ma anche dal fatto che il soggetto continui a trarre beneficio dall'illecito (ad esempio ricevendo somme), compreso il periodo in cui è detenuto.
  • L'asserita inimicizia o interesse contrario di un dichiaratore deve essere adeguatamente provata nelle fasi precedenti; l'affermazione di tali circostanze per la prima volta in sede di legittimità è in genere inammissibile.
  • Incoerenze o lacune nelle dichiarazioni della persona offesa non comportano automaticamente inattendibilità se esistono elementi di conferma e riscontri indipendenti.
  • La conferma della gravità indiziaria su più fonti (dichiarazioni di collaboratori, dichiarazioni della persona offesa e intercettazioni) rafforza la legittimità della misura cautelare.
  • Chi impugna una misura cautelare deve proporre argomentazioni nuove e fondate sul piano giuridico per superare il convincimento del giudice di merito; semplici dubbi o ricostruzioni alternative poco supportate tendono a essere respinti.

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