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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43823/2024 del 29/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la conferma della condanna per tentato omicidio, minaccia e lesioni personali commessi il 22 e 25 ottobre 2022. Il ricorrente contestava la valutazione della dinamica: sostiene che la prima coltellata sia stata inferta quando la vittima stava aprendo lo sportello lato passeggero della propria auto (gesto non idoneo a costituire tentativo di allontanamento), che la vittima stesse cercando un oggetto per colpirlo e che fossero rilevanti sms e una chiamata precedente che dimostravano l'intento vendicativo della persona offesa. Denuncia altresì vizio di motivazione e errata applicazione della norma in relazione al dolo omicidiario e alla valutazione dell'atteggiamento psicologico dell'imputato.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di legittimità ha ritenuto, in parte, l'impugnazione inammissibile per aspecificità (riproposta dei motivi di appello senza affrontare le argomentazioni della decisione impugnata) ai sensi dell'art. 591 c.p.p., e nel merito infondato. Ha confermato la valutazione delle corti di merito secondo cui Corrente aveva portato con sé il coltello, aveva provocato l'antagonista (compreso il dire "se avesse avuto il 'ferro'..."), e che la condotta e i colpi erano idonei a dimostrare l'animus necandi anche in forma di dolo alternativo. È stato quindi confermato il giudizio di responsabilità, la pena (anni sei mesi sei di reclusione), il risarcimento alla parte civile con provvisionale di euro 25.000 e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Il giudizio di legittimità non ammette la mera riproposizione dei motivi di appello: il ricorso deve affrontare espressamente e criticare le ragioni della decisione impugnata, altrimenti è inammissibile per aspecificità ai sensi dell'art. 591 c.p.p.
  • In caso di tentato omicidio, l'elemento soggettivo (dolo di uccidere) può essere desunto da elementi oggettivi: micidialità del mezzo, pluralità e intensità dei colpi, zona vitale colpita, distanza, e altre circostanze acquisite; in assenza di confessione, si procede per induzione logica da fatti accertati.
  • Portare con sé un'arma e lanciare provocazioni verso la controparte indeboliscono fortemente una ricostruzione difensiva basata sulla legittima difesa o su uno stato d'animo non intenzionale: il giudice valuta la condotta complessiva (comportamento antecedente, relazione tra le parti, eventuali spari/colpi) per inferire l'animus.
  • L'omissione nel ricorso di precisare contenuti decisivi di prove (es. sms) o di spiegare il grado di decisività di tali elementi rende la censura debole: bisogna indicare in modo specifico il contenuto probatorio e dimostrare la sua incidenza sul decisione per sperare in una riconsiderazione.
  • La valutazione della soluzione di merito (ricostruzione dei fatti e motivazione) è sottratta al sindacato di legittimità quando la motivazione è congrua e logica; le critiche devono mostrare omissioni, travisamenti o illogicità manifeste per essere efficaci in cassazione.

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