Cassazione Penale, Ordinanza n. 31176/2025 del 17/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. La condanna di merito per il reato contestato è rimasta ferma.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che lo aveva condannato, deducendo un unico motivo: la pretesa inidoneità della minaccia contestata a ingenerare timore nel pubblico ufficiale. La Corte di cassazione ha rilevato che la censura era meramente riproduttiva di questioni già esaminate e disattese dai giudici di merito con argomentazioni logiche ritenute corrette, in particolare sul punto della responsabilità.
Norme richiamate
È il reato per cui risulta confermata la condanna nei giudizi di merito; la Corte non entra nel merito della configurabilità della minaccia, limitandosi a rilevare che la censura difensiva è già stata correttamente disattesa.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si limita a riproporre censure già specificamente esaminate e disattese in appello, senza confrontarsi in modo effettivo con la motivazione della sentenza impugnata.
- In tema di resistenza o minaccia a pubblico ufficiale, la doglianza sulla asserita inidoneità della minaccia a ingenerare timore non può essere accolta in cassazione se il giudice di merito ha già fornito una motivazione logica e coerente sulla responsabilità.
- Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento della somma prevista in favore della Cassa delle ammende.
Come è indicizzato
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