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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38556/2025 del 28/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del GIP che non ha convalidato l'arresto in flagranza per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. Il PM ha sostenuto che il giudice ha errato valutando come decisivo il fatto che l'indagato si fosse recato in caserma per rappresentare il proprio disagio derivante dalla detenzione domiciliare, trascurando invece elementi rilevanti noti alla polizia giudiziaria (predecessi penali multipli e di particolare gravità, anche violenti e relativi ad armi) che costituiscono indizi di pericolosità. Il ricorrente ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento all'art. 381, comma 4, c.p.p., sostenendo che la gravità del fatto e la pericolosità del soggetto sono presupposti alternativi e devono essere valutati dal giudice della convalida alla luce dei dati conoscibili dalla polizia giudiziaria al momento dell'intervento, con controllo di mera ragionevolezza.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso, ritenendo che il GIP abbia dato rilievo a un elemento non pertinente (il disagio per la custodia domiciliare) e abbia omesso di considerare elementi noti e rilevanti sulla pericolosità dell'indagato. È stato affermato il principio che il giudice della convalida opera un controllo di mera ragionevolezza basato sugli elementi conoscibili all'epoca dell'intervento e che è sufficiente la gravità del fatto o la pericolosità del soggetto. L'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e l'arresto di Alex Cimolin è stato dichiarato legittimo.

Norme richiamate

  • art. 381, comma 4, codice di procedura penale

    Il giudice della convalida deve valutare, con controllo di mera ragionevolezza e sulla base degli elementi conosciuti o conoscibili al momento dell'intervento, se l'arresto fosse entro i limiti della discrezionalità riconosciuta; è sufficiente la sussistenza della gravità del fatto o della pericolosità del soggetto

  • art. 391, comma 4, codice di procedura penale

    Norma richiamata come parametro procedurale nella motivazione dell'annullamento dell'ordinanza; la violazione della disposizione è stata ritenuta connessa alla errata valutazione della convalida

  • orientamenti giurisprudenziali richiamati

    Sez. 5, n. 49340 del 16/09/2019; Sez. 6, n. 7470 del 26/01/2017; Sez. 6, n. 18196 del 13/04/2016; Sez. 5, n. 1814 del 26/10/2015; Sez. 5, n. 10916 del 12/01/2012

    La giurisprudenza afferma che, in tema di arresto facoltativo in flagranza, il controllo del giudice della convalida è di mera ragionevolezza e deve basarsi sugli elementi disponibili alla polizia giudiziaria al momento dell'intervento; è sufficiente la presenza di almeno uno dei parametri (gravità del fatto o pericolosità del soggetto)

Massime di principio

  • Per la convalida dell'arresto in flagranza il giudice esercita un controllo di mera ragionevolezza e deve limitarsi agli elementi conosciuti o conoscibili dalla polizia giudiziaria al momento dell'intervento
  • Basta che ricorra uno soltanto dei parametri previsti (gravità del fatto oppure pericolosità del soggetto) perché l'arresto facoltativo sia legittimo
  • Le situazioni soggettive di "disagio" riferite dall'arrestato non escludono automaticamente la pericolosità; anzi, se attestate possono segnalare l'inadeguatezza della misura domiciliare e rafforzare la legittimità dell'arresto
  • Il giudice della convalida non può sostituirsi alla polizia giudiziaria per valutazioni basate su elementi emersi successivamente all'intervento; la verifica deve essere prospettata con criterio temporale e di ragionevolezza
  • Precedenti penali gravi e con componente violenta o relativa ad armi sono elementi rilevanti per la valutazione della pericolosità e giustificano, se noti, l'arresto facoltativo

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