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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43548/2022 del 16/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Morelli impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Ancona che aveva confermato la condanna per rapina. I motivi principali del ricorso erano: mancato accoglimento della richiesta di rito abbreviato condizionato all'esecuzione di una perizia fisionomica-antropometrica e carenza di motivazione sul punto; dedotta violazione delle norme processuali per la mancata esecuzione/valutazione della perizia disposta dal PM e sul mancato esame dei dubbi espressi dal consulente in dibattimento; nullità per mancata tempestiva comunicazione dell'autorizzazione del magistrato di sorveglianza a recarsi in udienza (autorizzazione resa il 6/12 ma notificata il 13/12); mancata concessione delle attenuanti generiche nonostante la condotta successiva al reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sulla questione procedurale relativa all'autorizzazione del magistrato di sorveglianza (art. 22 disp. att. c.p.p.) la Corte ha affermato che non esiste un obbligo di notifica del provvedimento all'interessato a pena di nullità: l'onere di verificare l'esito dell'istanza ricade sull'istante. Quanto alla richiesta di integrazione probatoria/perizia nel rito abbreviato, la Corte ha ritenuto che la decisione di disporre o meno approfondimenti probatori attiene al merito e non è sindacabile in Cassazione; la Corte d'appello aveva motivato adeguatamente la responsabilità del ricorrente basandosi sulle identiche indicazioni testimoniali e su agganci di celle telefoniche. Sulle attenuanti generiche la Corte ha confermato la valutazione negativa della Corte d'appello alla luce dei plurimi precedenti penali (inclusi cinque precedenti per rapina). In conseguenza, il ricorso è stato respinto; il ricorrente è stato condannato alle spese e al pagamento alla Cassa delle ammende di Euro 3.000,00 ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 22 disp. att. cod. proc. pen.

    Quando una persona in stato di arresto o detenzione domiciliare deve comparire per ragioni di giustizia davanti all'autorità giudiziaria, il giudice competente a norma dell'articolo 279 del codice ovvero il magistrato di sorveglianza del luogo dove si svolge la detenzione, se non ritiene di dover disporre l'accompagnamento o la traduzione per salvaguardare comprovate esigenze processuali o di sicurezza, autorizza l'allontanamento dal luogo di arresto o di detenzione per il tempo strettamente necessario....

    Il provvedimento di autorizzazione non è soggetto a regole particolari di comunicazione a pena di nullità; l'omessa notifica non determina automaticamente nullità e grava sull'istante l'onere di informarsi sull'esito dell'istanza.

  • art. 603 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla richiesta di perizia in sede d'appello; la Corte ha ritenuto che la mancata ammissione di nuova prova in appello attiene al merito e non è criterio di ammissibilità in Cassazione se la valutazione motivazionale della sentenza di merito rimane solida.

  • art. 121 cod. proc. pen., comma 1

    Sulle richieste ritualmente formulate il giudice provvede senza ritardo e comunque, salve specifiche disposizioni di legge, entro quindici giorni

    Richiamata per evidenziare che le decisioni su istanze delle parti non richiedono, salvo disposizioni, particolari formalità di comunicazione che comportino nullità automatiche.

  • art. 125 cod. proc. pen. (ultimo comma)

    adottati senza l'osservanza di particolari formalità e, quando non è stabilito altrimenti, anche oralmente

    Usata per sottolineare che molti provvedimenti del giudice possono essere adottati senza formalità particolari e pertanto l'assenza di una notifica scritta non invalida automaticamente il provvedimento.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'obbligo di condanna alle spese per il ricorso dichiarato inammissibile e consente la irrogazione di una somma alla Cassa delle ammende; applicata per condannare il ricorrente alle spese e alla somma di Euro 3.000,00.

Massime di principio

  • L'autorizzazione del magistrato di sorveglianza a recarsi in udienza (art. 22 disp. att. c.p.p.) non è automaticamente soggetta a notifica formale a pena di nullità: l'imputato e la difesa devono attivarsi per verificare l'esito dell'istanza, oppure chiedere misure cautelari/processuali alternative se la notifica non arriva.
  • La richiesta di ulteriore consulenza tecnica nel rito abbreviato è una decisione di merito: il giudice può ritenere non indispensabile l'approfondimento e tale scelta difficilmente è sindacabile in Cassazione; bisogna motivare con precisione l'indispensabilità della prova già in sede di merito.
  • Le questioni relative alla valutazione delle fonti di prova (testimonianze, elementi tecnici come agganci di celle) sono principalmente di merito: se la decisione di merito appare complessivamente ben motivata, la Corte di legittimità non annulla per singole critiche a valutazioni probatorie parziali.
  • Per ottenere l'attribuzione delle attenuanti generiche dopo il fatto è necessario fornire elementi concreti e convincere il giudice che sussistono segni di ravvedimento o circostanze attenuanti che prevalgano sui precedenti: plurimi precedenti per il medesimo reato rendono difficile il riconoscimento.
  • In fase di impugnazione in Cassazione conviene concentrare i motivi su profili di illegittimità formale o di violazione di legge e motivazione carente su punti essenziali, piuttosto che su questioni di merito o di discrezionalità probatoria.

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