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Sentenza

Sentenza n. 395/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza n. 257/2023, pubblicata in data 11.05.2023, della Corte di Appello di Bologna, in funzione di Giudice del Lavoro.

Giustizia amministrativa202501563

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione, limitatamente alla liquidazione delle spese legali, della sentenza della Corte di Appello di Bologna, giudice del lavoro, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditore del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito per ottenere l'ottemperanza alla sentenza n. 257/2023 della Corte di Appello di Bologna, nella parte relativa alla liquidazione delle spese legali. La sentenza era passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria, ed era stata notificata al Ministero anche ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Nonostante ciò, l'amministrazione è rimasta inadempiente. È stata inoltre richiesta una penalità di mora per il ritardo nell'esecuzione del giudicato.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso, rilevando la perdurante inadempienza dell'amministrazione rispetto a una sentenza definitiva passata in giudicato. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza della Corte di Appello, detratto quanto eventualmente già corrisposto, entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della sentenza di ottemperanza. Ha riconosciuto, quale penalità di mora, gli interessi legali sulla somma liquidata dal giudice ordinario, decorrenti dalla comunicazione o notificazione della sentenza di ottemperanza fino all'adempimento spontaneo, anche tardivo, oppure, in mancanza, fino all'esecuzione sostitutiva del commissario ad acta. In caso di ulteriore inadempimento, il commissario ad acta, già nominato nel dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna o in un funzionario delegato, dovrà provvedere entro i successivi novanta giorni su istanza della ricorrente. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato se versato.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base normativa dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato, adottare misure coercitive e nominare un commissario ad acta.

Massime di principio

  • In presenza di una sentenza passata in giudicato e di una perdurante inerzia dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione di eseguire le statuizioni giudiziali entro un termine assegnato, detraendo quanto eventualmente già corrisposto.
  • Il giudice dell'ottemperanza può riconoscere una penalità di mora parametrata agli interessi legali sulla somma dovuta, decorrente dalla comunicazione o notificazione della pronuncia di ottemperanza sino all'adempimento spontaneo o, in mancanza, sino all'esecuzione sostitutiva del commissario ad acta.
  • Il commissario ad acta può essere nominato già nella sentenza di ottemperanza, con previsione del suo intervento sostitutivo su istanza della parte e dopo la scadenza del termine assegnato all'amministrazione inadempiente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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