Cassazione Penale, Sentenza n. 40533/2024 del 05/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Pubblico Ministero impugna l'ordinanza del GIP che, in parziale accoglimento dell'opposizione degli indagati, aveva dichiarato illegittimo il rigetto dell'istanza di restituzione dei beni sequestrati limitatamente a smartphone, telefoni cellulari e relative schede SIM. Il ricorso per cassazione deduce due motivi principali: (1) inosservanza ed erronea applicazione dell'art. 253 c.p.p., sostenendo che il decreto di perquisizione e sequestro descriveva in modo sufficientemente preciso le "cose pertinenti" includendo dispositivi di archiviazione portatili (quali gli smartphone); (2) contraddittorietà della motivazione del GIP, che aveva ritenuto legittima l'acquisizione di documentazione digitale ma aveva escluso l'acquisizione dei dati contenuti negli smartphone.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha accolto la lettura unitaria del decreto di perquisizione e sequestro: il provvedimento esprimeva in termini generali e poi specificava i dispositivi informatici sequestrabili, includendo per intrinseca natura gli smartphone. Pertanto il sequestro degli smartphone non eccedeva il perimetro indicato dal P.M. e non richiedeva convalida ex art. 335, comma 2 c.p.p. La Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata limitatamente alla restituzione degli smartphone, telefoni cellulari e schede SIM e ha restituito gli atti al GIP di Siracusa.
Norme richiamate
Disciplina il rito camerale e le modalità di trattazione del ricorso in Cassazione; qui viene richiamato per il trattamento del ricorso del Pubblico Ministero
Riguarda il contenuto e i requisiti del decreto di perquisizione e sequestro; la Corte ha interpretato che un'indicazione generale delle "cose pertinenti" seguita da una specificazione (es. dispositivi di archiviazione, smartphone) è sufficiente a individuare le cose sequestrabili
Attribuisce al GIP la decisione sull'opposizione avverso il decreto del P.M. relativo alla restituzione delle cose sequestrate; la sentenza conferma la possibilità per la Cassazione di sindacare le decisioni del GIP in relazione a tali opposizioni
Prevede la convalida del sequestro operato dalla polizia giudiziaria se il vincolo reale è stato apposto senza copertura nel decreto; la Corte ha ritenuto che non fosse necessaria la convalida perché il decreto aveva già compreso gli smartphone tra le cose sequestrabili
Elenca i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ricorda che il ricorso per cassazione è ammissibile per tutti i motivi indicati dall'articolo contro l'ordinanza del GIP che decide sull'opposizione
Sez. U. n. 9857 del 30/10/2008 (Manesi)
Giurisprudenza di legittimità richiamata per affermare l'ammissibilità del ricorso per cassazione contro l'ordinanza del GIP che decide sull'opposizione alla restituzione dei beni sequestrati
Massime di principio
- Il decreto di perquisizione e sequestro va letto unitariamente: una formulazione generale sulle "cose pertinenti" seguita da esempi o specificazioni (es. dispositivi di archiviazione, computer, smartphone) comporta che le specificazioni sono parte integrante dell'individuazione delle cose sequestrabili
- Se il provvedimento di sequestro indica espressamente dispositivi portatili di archiviazione, gli smartphone rientrano per natura in questa categoria e non richiedono una convalida successiva ex art. 335 c.p.p.
- Non sono ammissibili interpretazioni selettive che accettano l'acquisizione di documentazione digitale ma escludono i supporti fisici (smartphone) quando il decreto ha posto in relazione finalità investigative e genere di oggetti da acquisire
- Se il sequestro eccede rispetto a quanto specificato nel decreto originario, la P.G. deve richiedere convalida; diversamente, la mancata convalida può essere superata qualora il decreto fosse sufficientemente preciso e comprensivo
- In casi di opposizione alla restituzione, il GIP decide ma le questioni di correttezza formale e di interpretazione del decreto sono sindacabili in Cassazione nei limiti degli articoli di legge richiamati
- Nella redazione del decreto di perquisizione e sequestro è opportuno indicare chiaramente i generi di dispositivi e le finalità investigative per evitare successive contestazioni sulla legittimità del sequestro
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