Cassazione Penale, Sentenza n. 42781/2024 del 21/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna per violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale (art.75 d.lgs. 159/2011). Il motivo unico deduce travisamento del fatto e omissione di motivazione in relazione alla mancata rivalutazione ex officio della pericolosità sociale al momento della nuova sottoposizione alla misura di prevenzione: la difesa ha sostenuto che il periodo di custodia cautelare è poi stato imputato ad espiazione di pena (ai sensi dell'art.657 c.p.p.), con continuità temporale, per cui l'obbligo di rivalutazione sarebbe sorto e non è stato esaminato dalla Corte territoriale, che si era limitata ad affermare che l'obbligo sussiste solo in caso di espiazione della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato che la Corte d'Appello non ha adeguatamente esaminato la questione decisiva circa la conversione o imputazione del periodo di custodia a titolo di espiazione della pena e la conseguente rilevanza, ai fini dell'obbligo di rivalutazione ex officio della pericolosità sociale. Considerata la potenziale decisività della questione, la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Palermo.
Norme richiamate
d.lgs. n.159 del 2011, art.75 comma 1
Disciplina il reato di violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale; la validità della sottoposizione alla misura è presupposto della configurabilità del reato.
d.lgs. n.159 del 2011, art.14 comma 2-bis
Richiamato per la disciplina della nuova sottoposizione alla misura dopo un periodo di detenzione; la Corte territoriale aveva invocato tale disposizione per sostenere la possibilità di nuova applicazione senza rivalutazione solo in specifici casi.
Ha riformulato la disciplina per quanto riguarda la rivalutazione ex officio: distingue tra periodo detentivo imputabile a custodia cautelare e quello imputabile ad espiazione della pena e fissa una soglia temporale minima (due anni) per l'obbligo di rivalutazione in caso di espiazione.
Corte costituzionale, sent. n.291 del 2013
Fonte giurisprudenziale che ha affermato l'obbligo di rivalutazione dell'attualità della pericolosità sociale in caso di lunga detenzione, obbligo poi declinato dal legislatore e dalla giurisprudenza successiva.
Sezioni Unite Cassazione, decisione n.51407 del 2018
Ha affermato che l'assenza di rivalutazione ex officio può rendere non configurabile il reato di violazione della sorveglianza speciale, perché manca una valida sottoposizione alla misura.
codice di procedura penale, art.657 comma 1
Prevede l'imputazione della custodia cautelare ai fini dell'espiazione della pena; se operativa e dichiarata, la custodia può essere considerata come periodo di espiazione e rilevare ai fini dell'obbligo di rivalutazione.
Massime di principio
- La rivalutazione ex officio della pericolosità sociale è obbligatoria quando il periodo di detenzione è stato effettivamente imputato a titolo di espiazione della pena: se la custodia cautelare viene 'convertita' o imputata alla pena (art.657 c.p.p.), l'intero periodo deve essere considerato ai fini della valutazione della pericolosità.
- La semplice detenzione in custodia cautelare, se non imputata a pena, non determina automaticamente l'obbligo di rivalutazione ex officio; il rilievo cambia se sussiste continuità con successiva espiazione e imputazione del periodo.
- La legge n.161/2017 ha circoscritto l'obbligo di rivalutazione prevedendo rilevanza solo per il periodo imputabile ad espiazione e richiedendo, per alcuni effetti, una durata minima (due anni); tuttavia il giudice deve comunque esaminare concretamente le circostanze del singolo caso.
- Se il giudice territoriale non risponde in modo concreto e motivato alle specifiche allegazioni sulla natura del periodo detentivo (custodia vs. espiazione e eventuale imputazione), la decisione è viziata per omissione di motivazione e può essere annullata con rinvio.
- In assenza di una valida rivalutazione della pericolosità al momento della nuova sottoposizione, le successive contestazioni di violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale possono risultare penalmente irrilevanti perché mancherebbe la legittima base di applicazione della misura.
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