Cassazione Penale, Sentenza n. 9480/2023 del 07/03/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Giudice monocratico del Tribunale di Teramo, con la quale erano stati restituiti gli atti ex art. 521, comma 2, c.p.p., ritenendo che dal dibattimento fosse emerso un fatto "radicalmente diverso" rispetto a quello indicato in imputazione nei procedimenti per lesioni stradali colpose. Il P.M. denunciava abnormità del provvedimento poiché, a suo avviso, i profili di colpa contestati ai due imputati erano rimasti invariati e gli elementi emersi in dibattimento avevano carattere meramente concausale o facevano emergere responsabilità di terzi non imputati; la restituzione degli atti implicherebbe la necessità di riformulare una nuova imputazione identica, in contrasto con il principio di irretrattabilità dell'azione penale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha motivato che l'ordinanza del Tribunale costituiva abnormità per carenza di potere concreto, atteso che gli elementi emersi in dibattimento (condizioni del manto stradale, immissione in retromarcia di una terza vettura) erano qualificabili come concausali e non comportavano una diversità oggettiva del fatto nei suoi elementi essenziali. Pertanto non sussisteva la necessità di restituzione degli atti per fatto diverso; la Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza e ha disposto la restituzione degli atti al Tribunale di Teramo per il prosieguo del processo.
Norme richiamate
art. 521, comma 2, cod. proc. pen.
art. 521, comma 2, cod. proc. pen.
La norma autorizza la restituzione degli atti al pubblico ministero se dal processo emerge un fatto diverso rispetto a quello contestato; la Corte ha precisato che l'uso di tale rimedio è legittimo solo quando il fatto emerso cambi negli elementi essenziali e non quando emergano elementi concausali che possono essere valutati nel medesimo giudizio.
Rilevante nella distinzione tra fatto nuovo e fatto diverso; la Corte richiama la distinzione normativa e giurisprudenziale secondo cui "fatto nuovo" è un episodio autonomo aggiuntosi al fatto contestato e rilevante separatamente.
Norma collegata alla disciplina della nuova contestazione; la Corte ne considera la ratio nel senso di tutelare il diritto di difesa evitando che la diversa qualificazione giuridica del fatto avvenga a sorpresa, ma consente modifiche che non incidano sugli elementi essenziali della fattispecie.
Massime di principio
- La restituzione degli atti ex art. 521 c.p.p. è legittima solo quando nel dibattimento emerga un fatto oggettivamente diverso nei suoi elementi essenziali rispetto all'imputazione originaria; elementi meramente concausali non giustificano la restituzione.
- Occorre sempre verificare se le variazioni emerse incidono sugli elementi essenziali del reato e quindi sul nucleo dell'accusa: solo in tal caso si configura un "fatto diverso" che può pregiudicare il diritto di difesa.
- Nei reati colposi, l'emergere di elementi che suggeriscano la cooperazione colposa di terzi non determina automaticamente violazione del principio di correlazione tra imputazione e sentenza; tali elementi possono essere valutati nel corso dello stesso giudizio, salvo che alterino radicalmente l'oggetto dell'accusa.
- La nozione di abnormità processuale per indebita regressione del giudizio riguarda la carenza di potere in concreto del giudicante: se il provvedimento estende o devia il potere oltre i casi consentiti dalla legge, può essere annullato per abnormità.
- Il principio di irrilevanza procedurale della mera formalità non impedisce che la restituzione rivesta carattere legittimo quando sia realmente necessaria per garantire il contraddittorio e il diritto di difesa; viceversa, se la restituzione è disposta per elementi che possono essere valutati nel medesimo processo, è impugnabile.
- Per il Pubblico Ministero che ritenga illegittima la restituzione, il ricorso per cassazione può ottenere l'annullamento quando emerga che il fatto non è diverso nei suoi elementi essenziali e che il giudice ha agito oltre i limiti del proprio potere.
- In caso di dubbio sulla rilevanza degli elementi emersi, la prassi suggerita è procedere con le valutazioni nel corso del giudizio e garantire l'opportunità di difesa agli imputati, piuttosto che restituire gli atti d'ufficio.
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