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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 33240/2022 del 10/11/2022

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Lo SNATER Regione Veneto ha impugnato la decisione che aveva respinto il ricorso ex art. 28 L. 300/1970; contestava il diniego da parte di Telecom della concessione di locali per lo svolgimento di un'assemblea retribuita richiesta da un componente della RSU eletto nelle liste SNATER (Mestre, 3-4 agosto 2011). Il tema centrale era se un singolo componente della RSU possa indire assemblee quando sia stato eletto nelle liste di un sindacato che, nell'azienda di riferimento, sia effettivamente rappresentativo secondo i criteri di legge e della giurisprudenza recente.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che, alla luce della giurisprudenza delle Sezioni Unite e della Corte costituzionale, il diritto del singolo componente della RSU di indire assemblee sussiste soltanto se è stato eletto nelle liste di un sindacato che, nell'unità produttiva di riferimento, risulti dotato di rappresentatività; tale rappresentatività si accerta anche mediante la prova della partecipazione del sindacato alla negoziazione degli accordi collettivi applicati nell'azienda. SNATER non ha prodotto contratti collettivi né documentazione che dimostrasse la partecipazione alla negoziazione; perciò il ricorso è stato respinto e SNATER condannata alle spese.

Norme richiamate

  • legge n. 300 del 1970 (Statuto dei Lavoratori), art. 28

    Questa norma è la base dell'azione per repressione di condotte antisindacali; è il titolo del ricorso proposto dallo SNATER

  • legge n. 300 del 1970, art. 19

    Ai fini del diritto dei singoli componenti della RSU di indire assemblee, la Corte ha richiamato il criterio secondo cui il sindacato deliberante deve essere, nell'azienda, di fatto rappresentativo ai sensi dell'art.19, secondo la lettura della Corte costituzionale

  • legge n. 300 del 1970, art. 20

    Norma che disciplina il diritto di svolgere assemblee retribuite in azienda, richiamata nel quadro interpretativo del diritto di convocazione

  • Accordo interconfederale 20 dicembre 1993, artt. 4 e 5

    Interpretato insieme alle norme dello Statuto per stabilire che il diritto di indire assemblee spetta anche al singolo componente della RSU purché elett o in liste di sindacato rappresentativo nella specifica azienda

  • Accordo interconfederale 10 gennaio 2014

    Richiamato in giurisprudenza come fonte interpretativa coerente con il criterio di rappresentatività richiesto

  • legge n. 148/2011, art. 81

    Richiamata nei motivi di impugnazione; la Corte l'ha considerata nel più ampio quadro normativo ma ha ritenuto decisivo il criterio di rappresentatività delineato dalla giurisprudenza

  • Corte costituzionale, sent. n. 231 del 2013

    Pronuncia chiave che ha inciso sull'interpretazione del requisito di rappresentatività sindacale in relazione alla possibilità per i suoi esponenti di esercitare prerogative RSU

  • Cassazione, Sezioni Unite, sent. n. 13978 del 2017

    La pronuncia afferma che il diritto di indire assemblee da parte del singolo componente della RSU sussiste purché questi sia stato eletto nelle liste di un sindacato che, nella azienda di riferimento, sia di fatto dotato di rappresentativita'

    Principio centrale seguito dalla Corte: la rappresentatività va accertata in concreto e può comportare l'esclusione del diritto di convocazione del singolo se il sindacato non risulta rappresentativo nell'azienda

  • Cassazione, principi e pronunce successive (es. nn. 15437/2014, 26011/2018, 26210/2018, 2862/2020, etc.)

    Giurisprudenza di legittimità che ha confermato e applicato il criterio sopra richiamato e che ha precisato che la prova della partecipazione alla negoziazione degli accordi collettivi è elemento rilevante per la rappresentatività

  • d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater

    Norma amministrativa richiamata in sentenza per gli aspetti relativi al contributo unificato processuale

Massime di principio

  • Il diritto del singolo componente della RSU di indire assemblee esiste ma dipende dalla rappresentatività, accertata in concreto nell'unità produttiva: occorre che il sindacato che lo ha candidato risulti, nell'azienda, di fatto rappresentativo secondo i criteri ricavati dalla Corte costituzionale e dalla giurisprudenza di legittimità.
  • La rappresentatività aziendale si prova con elementi fattuali: partecipazione del sindacato alle trattative per gli accordi collettivi applicati nell'azienda, firma di contratti aziendali o nazionali in cui il sindacato risulti parte, documenti che attestino ruoli negoziali o di rappresentanza nella contrattazione applicata.
  • La valutazione sulla sussistenza della rappresentatività è questione di fatto demandata al giudice del merito; in Cassazione sono sindacabili principalmente questioni di diritto e non la rivalutazione dei documenti o delle prove.
  • Sentenze favorevoli ottenute in altre vertenze o in altre federazioni territoriali non vincolano il giudice rispetto a diverse unità produttive: il giudicato sostanziale richiede identità di soggetti, causa petendi e petitum.
  • Per chi intende agire in situazione analoga: raccogliere e depositare fin dall'inizio della causa la documentazione comprovante la partecipazione del sindacato alle trattative e l'eventuale qualità di parte negoziale negli accordi applicati nell'unità produttiva; impostare il ricorso ex art. 28 L.300/70 evidenziando tali elementi fattuali.

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