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Ordinanza

Ordinanza n. 61/2026 - Venezia, Sezione 3

per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento dello Sportello Unico per l’immigrazione di -OMISSIS-, notificato al ricorrente in data 20 settembre 2025, con il quale è stata disposta la revoca del nulla osta al lavoro subordinato rilasciato nel 2022 in favore del ricorrente medesimo;

Giustizia amministrativa202502553

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro subordinato rilasciato nel 2022

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento dello Sportello Unico per l'immigrazione, notificato il 20 settembre 2025, con cui è stato revocato il nulla osta al lavoro subordinato rilasciato nel 2022 su richiesta di un'azienda agricola. In sede cautelare ha dedotto l'illegittimità della revoca, evidenziando il decorso di quasi tre anni dal rilascio del nulla osta e la documentazione attestante che aveva iniziato a lavorare alle dipendenze dell'azienda agricola e aveva successivamente lavorato alle dipendenze di altri datori di lavoro. Il provvedimento dà atto, inoltre, che non è contestata la mancata sottoscrizione del contratto di soggiorno con l'azienda agricola.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistenti i presupposti per la tutela cautelare, alla luce della giurisprudenza del Consiglio di Stato relativa a casi analoghi. In particolare, ha ravvisato il fumus della pretesa poiché, a fronte del decorso di quasi tre anni dal rilascio del nulla osta, l'Amministrazione avrebbe dovuto valutare la concreta posizione lavorativa del ricorrente, considerando la documentazione relativa all'avvio dell'attività lavorativa presso l'azienda agricola e ai successivi rapporti di lavoro con altri datori. Il danno prospettato è stato ritenuto ovviabile mediante la sospensione del provvedimento e il riesame della posizione. Il TAR ha quindi sospeso la revoca e ordinato alla Questura di riesaminare la posizione alla luce della documentazione prodotta. Ha fissato l'udienza pubblica di merito al 3 giugno 2026 e compensato le spese della fase cautelare, considerata la mancata sottoscrizione non contestata del contratto di soggiorno con l'azienda agricola.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata nell'ambito del ricorso di annullamento secondo i presupposti della tutela cautelare.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce la base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando l'Amministrazione revoca un nulla osta al lavoro subordinato a notevole distanza temporale dal suo rilascio, deve valutare la concreta evoluzione della posizione lavorativa dello straniero e la documentazione relativa ad attività lavorative eventualmente svolte presso il datore originario o presso successivi datori di lavoro.
  • In sede cautelare, la sospensione della revoca di un nulla osta e l'ordine di riesame costituiscono misure adeguate quando il pregiudizio può essere evitato mediante una nuova valutazione amministrativa della posizione individuale alla luce della documentazione prodotta.
  • La mancata sottoscrizione del contratto di soggiorno con il datore di lavoro originario può rilevare nella valutazione cautelare, ma non esonera l'Amministrazione dall'esaminare la successiva effettiva attività lavorativa documentata dello straniero.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

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