Cassazione Penale, Sentenza n. 48046/2022 del 19/12/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Sirena Marco era sottoposto a custodia cautelare in carcere per i reati di acquisto in concorso di sostanza stupefacente (capo n. 35) e concorso in tentata estorsione aggravata (capo n. 49). Il ricorso per cassazione deduceva, tra l'altro, l'insussistenza dei gravi indizi: le conversazioni intercettate rilevate a carico del ricorrente (la cosiddetta "droga parlata") sarebbero prive di chiarezza, decifrabilità e riscontri oggettivi (assenza di sequestro di sostanza), mentre i filmati e le intercettazioni posti a fondamento del capo 49 sarebbero stati interpretati erroneamente, e la mera presenza del Sirena sul luogo dell'incontro non sarebbe sufficiente a dimostrarne il concorso nell'estorsione. Veniva anche prospettata nullità o apparente motivazione in relazione alle esigenze cautelari e alla scelta della misura.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati i motivi relativi all'insussistenza della gravità indiziaria sia per il capo n. 35 sia per il capo n. 49. In particolare, richiamando la giurisprudenza su valutazione rigorosa delle "dichiarazioni captate" e della "droga parlata" (art. 192 c.2 c.p.p.), ha rilevato l'assenza di sequestri o riscontri oggettivi e l'indeterminatezza quanto a tempi, qualità e quantità della sostanza, nonché la mancanza di elementi individualizzanti che colleghino il Sirena alla formulazione delle richieste estorsive (la semplice presenza sul luogo è insufficiente). Di conseguenza la Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente ai capi indicati e ha disposto il rinvio al tribunale di Lecce per nuovo esame del materiale probatorio; ha inoltre precisato che l'accoglimento dei motivi assorbe le doglianze sulle esigenze cautelari.
Norme richiamate
Sono i motivi di impugnazione indicati nella cassazione: violazione di legge e di motivazione rispetto alla valutazione degli elementi di fatto e di diritto.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Regola il riassunto dei motivi di ricorso per cassazione; qui usato per riassumere i motivi dedotti dalla difesa.
Stabilisce che le dichiarazioni captate devono essere valutate con particolare attenzione e rigore quando mancano riscontri oggettivi; la Corte ha applicato questo principio estendendolo alla fase cautelare richiedendo elevata probabilità di colpevolezza.
Indica la competenza per il nuovo giudizio in caso di annullamento dell'ordinanza; la Cassazione ha rinviato al tribunale di Lecce ai sensi di questa norma.
art. 94 disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata per gli adempimenti di cancelleria successivi alla decisione della Corte di Cassazione.
Massime di principio
- Se le accuse di traffico di stupefacenti si fondano principalmente su intercettazioni senza sequestro o altri riscontri obiettivi ("droga parlata"), il giudice deve valutare la gravità indiziaria con particolare rigore: per misure cautelari occorre un grado elevato di probabilità.
- Conversazioni intercettate ambigue o indeterminate su tempi, qualità o quantità della droga non sono in generale sufficienti a sostenere la gravà indiziaria necessaria per la custodia cautelare.
- La sola presenza di un soggetto sul luogo in cui avviene una richiesta estorsiva non costituisce prova del suo concorso; occorrono elementi individualizzanti che dimostrino la partecipazione attiva o il ruolo specifico.
- Quando la gravà indiziaria viene meno, le questioni relative all'adeguatezza o necessità della misura cautelare risultano assorbite.
- In situazioni simili è strategico per la difesa evidenziare l'assenza di riscontri oggettivi (sequestri, collegamenti temporali chiari, compiti o attività concrete) e proporre ricostruzioni alternative dei fatti; per l'accusa è importante procurare elementi di riscontro concreti e individualizzanti (video inequivocabili, consegne controllate, prove materiali).
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