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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47805/2022 del 19/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di conferma della condanna per il delitto previsto dall'art. 2 del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74. Ha dedotto: (1) nullità della sentenza per violazione dell'art. 525 c.p.p. e degli artt. 24 e 111 Cost., perché il Tribunale si sarebbe ritirato in camera di consiglio e, dopo soli dieci minuti, avrebbe emesso una motivazione contestuale di dieci pagine (oltre ad altre due sentenze), così realizzando un vizio radicale del procedimento decisorio; (2) vizio di motivazione, con mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità, e inosservanza dell'art. 2 contestato: secondo il ricorrente la Corte di appello non avrebbe considerato adeguatamente le deposizioni dei testimoni Maglia e Peralta e l'esame dell'imputato, nonché la documentazione prodotta, che avrebbero imposto l'assoluzione perché il fatto non sussiste o per non averlo commesso.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso e ha confermato la sentenza di condanna. In punto di procedimento, ha ritenuto legittima la prassi per cui il giudice può predisporre una bozza di decisione prima della discussione e quindi rivederla dopo aver ascoltato le parti; il breve lasso di tempo (dieci minuti) trascorso in camera di consiglio non costituisce di per sé nullità e non integra violazione dell'art. 525 c.p.p. né dei diritti di difesa (art. 24 Cost.) o del giusto processo (art. 111 Cost.), stante l'effettiva possibilità per il ricorrente di esercitare le sue prerogative. Quanto al merito, la Corte ha ritenuto la motivazione della Corte d'appello congrua e fondata su riscontri oggettivi: la "ROLL PACK s.r.l." (di cui il Fragni era legale rappresentante per l'anno 2012) aveva ricevuto fatture da tre società operanti nel settore edilizio, incompatibili con l'oggetto sociale della Roll Pack (commercializzazione di imballaggi), senza documentazione di fornitura, con omissioni nelle dichiarazioni fiscali da parte delle emittenti, pagamenti anomali e mancanza di riscontri nei verbali assembleari e nelle dichiarazioni dei vettori; tali elementi hanno costituito un quadro indiziario solido e affidabile ai fini della responsabilità per il reato contestato. Di conseguenza il ricorso è stato dichiarato infondato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 2, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    La norma è stata interpretata alla luce del quadro indiziario: la Corte d'appello ha ritenuto sussistenti gli elementi costitutivi del reato (attuazione di operazioni soggettivamente e oggettivamente simulate o fittizie) sulla base di fatture emesse da soggetti con oggetto sociale e comportamenti incompatibili rispetto alle forniture dichiarate.

  • art. 525 c.p.p.

    Il comma 1 stabilisce che la sentenza è deliberata subito dopo la chiusura del dibattimento ma non disciplina la durata della camera di consiglio; la Corte ha ritenuto che il rapido ritorno in aula e la pronta emissione di una motivazione non configurano di per sé nullità se il giudice ha potuto esaminare gli atti e le parti hanno esercitato pienamente il diritto di difesa.

  • art. 24 Cost.

    Richiamato in relazione al diritto di difesa: la Corte ha ritenuto che il diritto di difesa sia stato pienamente garantito e che non sia avvenuta alcuna compressione tale da rendere nulla la decisione.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato in tema di giusto processo: la Corte ha ritenuto che non vi sia stata violazione del giusto processo atteso che il rito e la discussione si sono svolti regolarmente e la decisione è stata motivata in modo congruo.

  • sentenza Sezioni Unite civili n. 36596 del 25/11/2021

    La Suprema Corte ha richiamato questa pronuncia per escludere l'applicabilità del principio ivi affermato: nella sentenza delle Sezioni Unite la nullità deriva dall'impedimento al pieno esercizio del diritto di difesa per mancata concessione dei termini per il deposito delle comparse/conclusionale. Qui invece non è emersa alcuna limitazione dell'esercizio difensivo, per cui il precedente non è pertinente.

Massime di principio

  • La brevità del periodo trascorso in camera di consiglio non determina di per sé la nullità della sentenza: è decisivo verificare se il giudice abbia avuto effettiva possibilità di conoscere gli atti e se le parti abbiano potuto esercitare pienamente il diritto di difesa.
  • La redazione preventiva di una bozza di decisione non è vietata, purché il giudice possa rivederla e integrarla dopo la discussione; la prassi è legittima se non pregiudica il contraddittorio.
  • Le pronunce delle Sezioni Unite che dichiarano la nullità per impedimento al diritto di difesa vanno applicate solo ai casi sostanzialmente omogenei: mancanza di termini per depositi o impedimenti concreti al contraddittorio è diversa dalla mera rapidità della deliberazione.
  • In cassazione non è consentita una rivalutazione ex novo del materiale probatorio: la Corte di legittimità controlla la logicità e la congruità della motivazione e la correttezza dell'applicazione del diritto, non la migliore ricostruzione dei fatti, salvo vizio manifesto o illogicità grave.
  • Un quadro indiziario formato da: fatture emesse da soggetti con oggetto sociale incompatibile, mancanza di documentazione di fornitura, omissioni fiscali delle emittenti, pagamenti anomali e assenza di riscontri assembleari o logistici può essere considerato idoneo a sostenere la responsabilità per reati tributari connessi a fatturazione fittizia, se valutato con motivazione congrua.
  • Le doglianze processuali devono specificamente dimostrare come l'esercizio del diritto di difesa sia stato compromesso; segnalazioni generiche o la mera affermazione della rapidità della deliberazione non sono sufficienti a dichiarare la nullità.

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