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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14794/2022 del 15/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del GIP di Pisa che aveva rigettato la richiesta del Procuratore della Repubblica di revoca della sospensione condizionale della pena ai sensi dell'art. 168, primo comma, n. 1, cod. pen., ritenendo che i nuovi delitti per cui era intervenuta la nuova condanna non fossero della "stessa indole" di quello relativo alla sospensione; il ricorso per cassazione censura la decisione per errore di diritto, sostenendo che non è richiesto il requisito della stessa indole per i delitti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha affermato che la commissione di un ulteriore delitto, quale che sia la sua natura, è causa di revoca della sospensione condizionale della pena ai sensi dell'art. 168, primo comma, n. 1, cod. pen., poiché il requisito dell'identità di "indole" riguarda soltanto le contravvenzioni e non si estende ai delitti. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di Pisa, Ufficio G.I.P., per nuovo giudizio, con indicazione di verificare anche la data di commissione dei nuovi reati ai fini dell'accertamento del requisito temporale necessario per la revoca.

Norme richiamate

  • art. 168, primo comma, n. 1, cod. pen.

    La norma configura la commissione di un ulteriore reato come causa di revoca della sospensione condizionale; la Corte interpreta che il richiamo all'"identità dell'indole" si applica solo alle contravvenzioni e non ai delitti, per i quali la mera commissione costituisce causa di revoca.

  • Giurisprudenza: Sez. 6 n. 19507 del 23/03/2018, El Bouheli

    Citata dalla Corte quale precedente che conferma l'interpretazione secondo cui l'elemento dell'"indole" non riguarda i delitti.

  • Giurisprudenza: Sez. 6 n. 10349 del 06/02/2013, Grassetti

    Precedente richiamato a sostegno del principio che i delitti, pur di natura diversa, possono determinare la revoca della sospensione condizionale.

  • Giurisprudenza: Sez. 1 n. 31365 del 02/07/2008, De Filippis

    Ulteriore riferimento giurisprudenziale che avalla la distinzione tra contravvenzioni e delitti in relazione all'"indole" rilevante per la revoca.

Massime di principio

  • La commissione di un nuovo delitto, indipendentemente dalla sua "indole" rispetto al reato per cui era stata concessa la sospensione, costituisce causa di revoca della sospensione condizionale ai sensi dell'art. 168, primo comma, n. 1, cod. pen.
  • La caratteristica dell'"identità di indole" prevista dalla norma si applica esclusivamente alle contravvenzioni; pertanto solo nel caso di contravvenzioni è necessario valutare la corrispondenza di indole tra il vecchio e il nuovo fatto.
  • In fase di decisione sulla revoca occorre verificare non solo la natura del nuovo reato (delitto vs contravvenzione) ma anche il requisito temporale: la data di commissione del nuovo fatto può essere determinante per il sorgere dell'effetto di revoca.
  • Sul piano procedurale, l'istanza di revoca avanzata dal pubblico ministero deve essere valutata tenendo conto della giurisprudenza consolidata; il giudice dell'esecuzione non può introdurre requisiti non previsti dalla norma (es. richiesta di stessa indole per i delitti).
  • In situazioni analoghe, la difesa può invece puntare a contestare i presupposti temporali o la qualificazione giuridica del nuovo fatto (delitto vs contravvenzione) per opporsi alla revoca.

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