Cassazione Penale, Sentenza n. 34965/2022 del 21/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza del 18/02/2021 che confermava la condanna per tre imputazioni, in particolare per un furto commesso il 02/12/2018 (capo C) con l'aggravante della destrezza ai sensi dell'art. 625, n. 4 c.p. Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione sostenendo che non vi fu una condotta finalizzata a distrarre la vittima ma solo l'approfittamento di una momentanea disattenzione: la borsetta era stata riposta dalla persona offesa nel cestino della propria bicicletta e il ricorrente avrebbe semplicemente approfittato della condizione, senza porre in essere atti idonei a distogliere l'attenzione della vittima.
La decisione
Rigetto del ricorso. La Corte di Cassazione ha ritenuto che l'aggravante della destrezza fosse correttamente applicata: dalla motivazione di merito emerge che il ricorrente si avvicinò a forte velocità al velocipede e si impossessò con mossa fulminea della borsetta custodita nel cestino, dimostrando particolare abilità nel sorprendere e nell'eludere la vigilanza della vittima. La Corte ha richiamato il dictum delle Sezioni Unite e un precedente della Suprema Corte che confermano che la destrezza può sussistere anche quando l'agente, con rapidità e prontezza, elude gli ostacoli materiali o la sorveglianza del titolare. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
L'aggravante della destrezza riferibile al furto: la Corte interpreta la norma nel senso che richiede, prima o durante l'impossessamento, una condotta caratterizzata da particolare abilità, astuzia o rapidità idonea a sorprendere o eludere la vigilanza del detentore della cosa.
Sez. U. n. 34090 del 27/04/2017 (Quarticelli)
Le Sezioni Unite affermano che l'aggravante sussiste quando l'agente pone in essere condotte di abilità, astuzia o avvedutezza atte a sorprendere o eludere la sorveglianza; non è invece sufficiente il mero approfittamento di una distrazione non provocata.
Sez. 5 n. 23549 del 15/07/2020 (Ferrari)
La circostanza aggravante della destrezza può ricorrere sia nel borseggio sulla persona sia nel rapido impossessamento di un bene che sia alla portata e sotto immediata vigilanza della vittima (es. oggetto appoggiato su un veicolo), quando l'azione sia rapida e sorprendente.
Massime di principio
- La destrezza si configura quando l'autore, prima o durante l'impossessamento, usa particolare abilità, rapidità o astuzia idonee a sorprendere o eludere la vigilanza della vittima; non è necessario che abbia provocato la distrazione.
- La giurisprudenza valuta elementi concreti come rapidità del gesto, sorpresa, modalità di avvicinamento e capacità di eludere la reazione della vittima: questi fattori possono integrare l'aggravante anche se l'oggetto non era indossato ma solo 'alla portata' della vittima.
- Il mero approfittamento di una disattenzione non provocata non è sufficiente per la destrezza; occorre una condotta attiva che determini la neutralizzazione delle possibilità di intervento del titolare.
- Per contrastare l'aggravante in casi simili la difesa deve puntare a dimostrare l'assenza di rapidità/abilità particolare, l'effettiva non immediatezza della vigilanza del titolare o l'impossibilità pratica di eludere reazioni (es. testimonianze, filmati, ricostruzione dei tempi e delle distanze).
- In sede di merito e di legittimità il giudizio è essenzialmente valutativo: conta il comportamento concreto e il contesto, quindi prove sul luogo, sulla dinamica e sui tempi sono decisive per qualificare o escludere la destrezza.
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