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Cassazione Penale, Ordinanza n. 28230/2025 del 01/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha quindi condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione di merito sulla responsabilità per ricettazione resta ferma; non viene riconosciuta né la prescrizione né la riqualificazione del fatto in art. 712 c.p.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza di appello che aveva confermato la responsabilità per ricettazione attenuata, deducendo due censure: in primo luogo chiedeva di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione, sostenendo che la fattispecie fosse quella di ricettazione di speciale tenuità di cui all'art. 648, comma 4, c.p.; in secondo luogo lamentava la mancata riqualificazione del fatto in contravvenzione di acquisto di cose di sospetta provenienza ex art. 712 c.p. La Corte rileva che il primo motivo è infondato perché la speciale tenuità nella ricettazione costituisce circostanza attenuante e non autonoma figura di reato, con conseguente irrilevanza ai fini del calcolo della prescrizione. Il secondo motivo è ritenuto non consentito in sede di legittimità, perché richiede una rivalutazione del materiale probatorio già esaminato in appello; inoltre, una riqualificazione ex art. 712 c.p. è esclusa sia dalla già affermata responsabilità per ricettazione sia dalla mancanza di indicazione/prova della provenienza dei beni, atteso che le fatture prodotte facevano riferimento ad altri beni.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    La fattispecie di fatto di speciale tenuità nella ricettazione non è un autonomo reato, ma una circostanza attenuante; non incide quindi sul termine di prescrizione, che si calcola sulla pena massima prevista per l'ipotesi base.

  • art. 157 c.p.

    Ai fini della prescrizione si deve avere riguardo al limite edittale massimo dell'ipotesi-base, senza considerare l'attenuante della speciale tenuità della ricettazione.

  • art. 712 c.p.

    La contravvenzione di acquisto di cose di sospetta provenienza richiede l'indicazione e la prova della provenienza del bene, necessarie per valutare l'atteggiamento psicologico dell'agente; in mancanza di tale elemento, la riqualificazione non è praticabile.

Massime di principio

  • Nel delitto di ricettazione, la particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 648, comma 4, c.p. non integra un titolo autonomo di reato, ma una circostanza attenuante; di conseguenza non può essere presa in considerazione per anticipare la prescrizione.
  • La richiesta di riqualificazione del fatto in sede di legittimità non può tradursi in una nuova valutazione delle prove, quando la censura ripropone questioni già esaminate e disattese dal giudice di appello.
  • La riqualificazione del fatto in acquisto di cose di sospetta provenienza ex art. 712 c.p. presuppone che la provenienza del bene sia indicata e provata; se tale elemento manca e l'imputato non fornisce spiegazioni attendibili della provenienza, la riqualificazione deve essere esclusa.
  • Una volta affermata la responsabilità per ricettazione, non è coerente sussumere il fatto nell'art. 712 c.p., che opera in un diverso ambito tipico e richiede un diverso quadro conoscitivo circa la provenienza del bene.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reatoOnere della prova

Testo integrale

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