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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15139/2025 del 16/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza d'appello che aveva dichiarato estinti per prescrizione i reati contestati ai capi A e C e aveva confermato la condanna per i capi D (bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione) ed E (bancarotta fraudolenta documentale). Il ricorso contestava: (1) l'accertamento dell'elemento oggettivo del reato al capo D, ritenendo l'atto dispositvo non idoneo a depauperare il patrimonio (anche per la revocabilità e per la circostanza che il corrispettivo risultava accollato su mutuo), (2) l'accertamento del dolo (sostenendo che il reato richiederebbe dolo generico e che mancavano indici di fraudolenza), (3) la prova del dolo specifico richiesto per la bancarotta documentale al capo E e la mancata derubricazione a bancarotta semplice/documentale ex art. 217, comma 2, e (4) la mancata o illogica motivazione sul bilanciamento tra l'attenuante ex art. 62, n.6 cod. pen. e l'aggravante per continuazione fallimentare dopo la declaratoria di prescrizione di alcuni capi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha respinto. Ha confermato le valutazioni di merito: i capi A) e C) erano stati dichiarati estinti per prescrizione in appello; i capi D) ed E) sono stato ritenuti integrati e le condanne conseguenti sono state confermate. La sentenza di appello, che aveva rideterminato la pena riconoscendo continuazione tra i reati e sostituendo la pena detentiva con il lavoro di pubblica utilità (artt. 53 e 56-bis legge n. 689/1981), è stata ritenuta corretta. La Cassazione ha motivato: (i) l'atto di vendita compiuto mediante accollo non liberatorio era idoneo ex ante a depauperare il patrimonio e a mettere a rischio la garanzia dei creditori, ancorché suscettibile di revocatoria; (ii) il dolo richiesto per la bancarotta patrimoniale è di tipo generico e risultava integrato; (iii) l'occultamento/omessa consegna delle scritture contabili consentiva di desumere il dolo specifico necessario per la bancarotta documentale; (iv) il giudizio di bilanciamento tra circostanze attenuanti e aggravanti è rimesso al giudice di merito ed è insindacabile in cassazione se congruamente motivato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Una vendita di beni sociali compiuta mediante accollo non liberatorio può integrare la bancarotta per distrazione se, al momento dell'operazione, l'atto è idoneo ex ante a ridurre la garanzia patrimoniale dei creditori (anche se l'atto è successivamente revocabile in sede concorsuale).
  • La revocabilità dell'atto traslativo (azione revocatoria) non esclude la possibilità che l'atto abbia già prodotto un concreto depauperamento del patrimonio e, dunque, la rilevanza penale: l'efficacia iniziale dell'atto può avere comunque determinato il pericolo per i creditori.
  • Ai fini della bancarotta fraudolenta patrimoniale il dolo è del tipo generico: è sufficiente la volontà consapevole di destinare il patrimonio a fini diversi dalla garanzia delle obbligazioni sociali, senza bisogno di provare la consapevolezza dello stato di insolvenza o l'intento specifico di danneggiare i creditori.
  • Per la bancarotta documentale fraudolenta è necessario il dolo specifico di arrecare pregiudizio ai creditori; tale intento può essere desunto dalla condotta complessiva (es. omissioni, tardiva consegna o sottrazione delle scritture, comportamento ostativo alla ricostruzione della vita sociale).
  • La valutazione del bilanciamento tra circostanze attenuanti e aggravanti è esercizio di merito soggetto a ampia discrezionalità: la Cassazione non interviene se la motivazione del giudice di merito è congrua e non manifestamente illogica.
  • Nella valutazione della pericolosità di atti dispositivi si deve operare un giudizio ex ante sulla idoneità dell'atto a pregiudicare la garanzia dei creditori, anche ricorrendo agli "indici di fraudolenza" consolidati dalla giurisprudenza (collegamenti tra parti, mancato corrispettivo effettivo, tempistica, coincidenza con stato di decozione/insolvenza).

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