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Cassazione Civile, Ordinanza n. 35827/2021 del 22/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (parte privata)

La controversia

La parte privata aveva ottenuto dalla Corte d'appello competente, in sede di equa riparazione ex L. n. 89 del 2001, un indennizzo pari a euro 791,00, ma la liquidazione era stata limitata al solo valore del diritto accertato nel giudizio presupposto, senza computare gli interessi maturati sulla sorte capitale dalla domanda sino al deposito della sentenza che aveva definito quel processo. La ricorrente ha censurato il decreto deducendo violazione e falsa applicazione degli artt. 2 e 2-bis L. n. 89 del 2001, sostenendo che, ai fini della determinazione del parametro economico del giudizio presupposto, dovessero essere considerati anche gli interessi accessori al capitale. Il Ministero ha resistito, contestando la fondatezza del ricorso e prospettando, tra l'altro, mancanza di specificità e difetto di autosufficienza.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto manifestamente fondato il ricorso: ha affermato che il credito per interessi è accessorio al credito per capitale e deve essere considerato nel valore economico della controversia presupposta ai fini dell'art. 2-bis L. n. 89 del 2001; ha escluso che fosse necessario uno specifico onere della parte di chiedere espressamente il computo degli interessi o di allegarne i conteggi, trattandosi di poste ricavabili ex lege e già desumibili dal provvedimento del giudizio presupposto prodotto in giudizio. Il decreto impugnato è stato quindi cassato con rinvio alla Corte d'appello di Perugia in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 2 L. n. 89/2001

    richiamato come base del diritto all'equa riparazione per durata irragionevole del processo

  • art. 2-bis, comma 3, L. n. 89/2001

    "la misura dell'indennizzo, anche in deroga al comma 1, non può in ogni caso essere superiore al valore della causa o, se inferiore, a quello del diritto accertato dal giudice"

    il parametro del valore della causa o del diritto accertato deve comprendere anche gli interessi accessori al capitale, quando già maturati nel processo presupposto

  • art. 2-bis L. n. 89/2001

    non impone alla parte l'onere di chiedere espressamente il computo degli interessi né di allegarne i calcoli, se tali poste sono ricavabili ex lege

Massime di principio

  • Nel liquidare l'indennizzo per equa riparazione, il valore della controversia presupposta non coincide necessariamente con la sola sorte capitale, ma comprende anche gli interessi maturati sul capitale fino alla definizione del giudizio presupposto, poiché essi sono accessori del credito principale.
  • Ai fini del limite massimo dell'indennizzo previsto dall'art. 2-bis L. n. 89/2001, il giudice deve considerare l'effettiva portata economica della lite, includendo le poste accessorie che fanno parte del diritto accertato.
  • La parte istante non ha l'onere di formulare una specifica domanda per il computo degli interessi né di produrre conteggi analitici, quando il relativo importo è determinabile ex lege e il provvedimento del processo presupposto è prodotto in giudizio.
  • Non può porsi a carico della parte vittoriosa nel processo presupposto il ritardo nella definizione del giudizio, sicché la valutazione del valore della causa deve essere effettuata tenendo conto dell'intero credito riconosciuto dal giudice, comprensivo degli accessori maturati fino alla decisione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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