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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40893/2025 del 19/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di restituzione di 10 orologi di pregio sequestrati il 16/12/2013 presso l'abitazione di Sergio Gangemi nell'ambito di procedimento penale nel quale Gangemi è stato condannato; la ricorrente, madre del Gangemi, ha rivendicato la proprietà producendo certificati di garanzia e ricevute di manutenzione. Ha impugnato l'ordinanza di rigetto che aveva ritenuto la documentazione insufficiente e ha denunciato contraddittorietà e illogicità della motivazione della Corte d'appello che ha negato la restituzione.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha confermato che la confisca dei beni era legittima ai sensi dell'art. 12‑bis d.lvo 74/2000 (confisca per equivalente) perché gli orologi erano nella disponibilità materiale del condannato Sergio Gangemi. La Corte ha ritenuto che la documentazione fornita dalla ricorrente non fosse sufficiente, alla luce del rinvenimento degli orologi presso l'abitazione del condannato, della mancata dichiarazione del Gangemi al momento del sequestro, del ritardo di otto anni nella richiesta di restituzione e di altri elementi di contesto; ha quindi respinto le censure sulla motivazione e condannato la ricorrente alle spese.

Norme richiamate

  • art. 12‑bis d.lvo n. 74/2000

    Disposizione che autorizza la confisca dei beni che costituiscono profitto o prezzo del reato, ovvero, se non possibile, la confisca per equivalente di beni della cui disponibilità abbia goduto il condannato. La Corte l'ha interpretata nel senso che la "disponibilità" rilevante è quella di fatto (possesso/poteri di fatto), non la titolarità civile.

  • art. 667, comma 4, cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la riqualificazione del ricorso introdotto in cassazione quale opposizione avverso provvedimento di restituzione; qui rilevante per l'inquadramento processuale dell'impugnazione.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Motivo di cassazione relativo alla contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione. La Corte ha ritenuto che la contestazione della ricorrente non avesse identificato una vera illogicità o contraddittorietà tale da viziarne la decisione.

Massime di principio

  • La "disponibilità" ai fini della confisca per equivalente va valutata in termini di potere di fatto sul bene (possesso, controllo), non in termini strettamente civilistici di proprietà formale.
  • Documenti come certificati di garanzia possono essere rilevanti, ma devono offrire un nesso probatorio chiaro e diretto (es. numeri di serie/cassa confrontabili) per prevalere su elementi di contesto; se mancanti o non confrontabili, la loro efficacia è limitata.
  • Il luogo del rinvenimento e del sequestro (es. casa del condannato) e il comportamento del detentore al momento del sequestro (assenza di dichiarazioni di terzi proprietari, silenzio, ecc.) sono elementi indiziari significativi che possono giustificare la confisca anche se terzi avanzano titoli di proprietà.
  • Il ritardo lungo e non adeguatamente giustificato nella richiesta di restituzione indebolisce la credibilità della pretesa restitutoria e costituisce elemento valutabile dal giudice.
  • Per impugnare con successo la motivazione del giudice a fronte di valutazioni probatorie prevalentemente logiche e cumulative è necessario dimostrare concretamente l'inferenza illogica o l'incongruenza delle singole valutazioni, non limitarsi ad asserzioni generiche.
  • Precedenti sequestri e restituzioni di beni a terzi possono essere rilevanti solo se è possibile un confronto puntuale (es. numeri identificativi); l'assenza di tali elementi rende l'analogia inefficace.

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