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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28323/2023 del 03/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso articolava tre motivi: (1) omessa pronuncia o errata valutazione da parte della Corte d'appello delle deduzioni difensive riguardanti la possibile diminuita capacità di intendere e volere per uso ripetuto di sostanze stupefacenti (profilo dell'imputabilita' e, in via subordinata, del dolo); (2) mancato riconoscimento dell'attenuante speciale ex art. 625-bis c.p., perche' il ricorrente avrebbe fornito un contributo determinante all'individuazione dei coimputati; (3) vizio nella determinazione del trattamento sanzionatorio per presunta applicazione della disciplina piu' afflittiva dell'art. 624-bis c.p. nella versione successiva alla consumazione dei fatti, anziche' la previgente e meno afflittiva.

La decisione

La Corte di legittimita' ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la decisione di merito. Sul primo motivo ha ritenuto che le deduzioni difensive, per come formulate, prospettavano sostanzialmente profili di imputabilita' (capacita' di intendere e volere) e non un'effettiva assenza di coscienza e volonta' rispetto al fatto; inoltre le allegazioni erano generiche e di carattere meramente astratto. Sul secondo motivo ha ritenuto inammissibile la censura: la confessione del ricorrente e' stata valutata dai giudici di merito come meramente confermativa rispetto agli elementi di polizia giudiziaria gia' emersi, e la valutazione sull'effettiva utilita' concreta della collaborazione ai fini dell'individuazione dei complici e' questione di fatto che in Cassazione non e' sindacabile se non per manifesta illogicita' o contraddittorieta'. Sul terzo motivo ha ritenuto infondato il rilievo sulla normativa applicabile, osservando che nulla indica che la Corte territoriale abbia applicato la disciplina piu' afflittiva introdotta dalla legge n. 103/2017 e che l'erroneo riferimento al 'minimo edittale' fosse irrilevante; la quantificazione della pena e' stata confermata. Conseguentemente il ricorso e' dichiarato inammissibile; il ricorrente e' condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. pen.

    Prevede una riduzione di pena per chi, prima del giudizio, consente concretamente l'individuazione di correi o dei ricettatori; la Corte ha richiamato il carattere di fatto della verifica dell'effettiva utilita' della collaborazione, sindacabile in Cassazione solo per manifesta illogicita' o contraddittorieta'.

  • art. 624-bis cod. pen.

    Norma relativa al furto pluriaggravato; la questione riguardava quale versione normativa (ante o post legge n.103/2017) dovesse applicarsi. La Corte ha ritenuto che nulla dimostra l'applicazione della disciplina piu' afflittiva e che il riferimento al minimo edittale da solo non comporta l'erronea applicazione della legge nel tempo.

  • art. 625 cod. pen. (attenuanti generiche)

    La Corte ha valutato il bilanciamento tra attenuanti generiche e aggravanti contestate, ritenendo congrua la equivalenza operata dai giudici di merito nella determinazione della pena, anche tenuto conto del rito e dei precedenti.

  • Legge n. 103 del 2017

    Richiamata come riferimento alla disciplina piu' afflittiva intervenuta su talune fattispecie; la Corte ha sottolineato che la mera contestazione circa l'applicazione della normativa piu' recente non e' sufficiente senza elementi che dimostrino che quella disciplina sia stata effettivamente applicata.

  • Giurisprudenza: Sez. 4, n. 11490 del 24/01/2013, Rv. 254855

    Richiamata per l'indicazione che l'accertamento dell'utilita' concreta della collaborazione ai fini dell'art. 625-bis e' valutazione di fatto, la cui motivazione e' sindacabile in Cassazione solo per manifesta illogicita' o contraddittorieta'.

Massime di principio

  • Le questioni di fatto e di valutazione sulla concretezza e utilita' di una collaborazione (es. per l'applicazione dell'art. 625-bis) sono in via principale di competenza dei giudici di merito e in Cassazione sono sindacabili solo se emergono manifeste illogicita' o contraddittorieta'.
  • Quando si allega una diminuita capacita' di intendere e volere per uso di sostanze stupefacenti e' necessario formulare deduzioni specifiche e circostanziate, con eventuali elementi probatori medico-psichiatrici: affermazioni generiche o astratte rischiano di essere valutate come insufficienti o ricondotte a profili di imputabilita' distinguibili dal dolo.
  • Il richiamo alla applicazione della normativa piu' favorevole nel tempo (tempus regit actum) richiede che sia chiaramente dimostrato quale fosse la normativa vigente al momento della consumazione e che la decisione del giudice abbia effettivamente applicato una disciplina diversa; mere considerazioni sul 'minimo edittale' non sono decisive.
  • In sede di Cassazione il giudizio sulla determinazione della pena e sul bilanciamento tra aggravanti e attenuanti resta soggetto a un limite di sindacabilita': vanno indicate ragioni di illogicita' o incompletezza della motivazione per ottenere successo.
  • Per una difesa efficace in casi analoghi e' consigliabile documentare le allegazioni (esami tossicologici, consulenze psichiatriche, elementi concreti di collaborazione) e circoscrivere chiaramente gli elementi di diritto contestati rispetto a quelli di fatto, perche' la Suprema Corte non riforma valutazioni probatorie ordinarie se non per vizi manifesti.

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