Ordinanza n. 7308/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento del DM del Ministero dell'Interno di diniego di concessione della cittadinanza italiana (K10/-OMISSIS-).
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego ministeriale di concessione della cittadinanza italiana per residenza
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego del Ministero dell'Interno relativo alla concessione della cittadinanza italiana per residenza. Dalla pronuncia emerge che persiste l'interesse alla decisione del ricorso e che il ricorrente ha scelto di coltivare la domanda fondata sulla cittadinanza per residenza, che integra un interesse legittimo rispetto all'esercizio del potere discrezionale dell'amministrazione, anziché presentare una richiesta di cittadinanza per matrimonio, qualificata come posizione di diritto soggettivo. Non sono state formulate ulteriori richieste istruttorie o di integrazione del contraddittorio.
La decisione
Il TAR ha verificato la persistenza dell'interesse a ricorrere e la completezza dell'istruttoria, rilevando che il Ministero dell'Interno aveva depositato il fascicolo del procedimento ai sensi dell'art. 46 c.p.a. Poiché non risultavano ulteriori esigenze istruttorie e il ricorso era suscettibile di essere trattato nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato, il Collegio ha disposto la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR per la calendarizzazione e la fissazione dell'udienza di smaltimento. Non è stata decisa nel merito la legittimità del diniego di cittadinanza. L'ordinanza richiama il divieto di rinvio, salvo eccezionali motivi, previsto dagli artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a., in relazione agli impegni del PNRR. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della parte.
Norme richiamate
L'amministrazione resistente deve depositare il fascicolo del procedimento; nel caso concreto il deposito è stato effettuato e l'istruttoria è stata ritenuta compiuta.
È richiamato nell'ambito del divieto di rinvio della trattazione, salvo eccezionali motivi, in relazione all'organizzazione delle udienze di smaltimento dell'arretrato.
È richiamato insieme all'art. 72-bis c.p.a. quale fondamento del divieto di rinvio, salvo eccezionali motivi.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
È richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità della parte a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Sono richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Nelle udienze di smaltimento dell'arretrato, il giudice amministrativo deve verificare preliminarmente la persistenza dell'interesse a ricorrere e la completezza dell'istruttoria prima di disporre la calendarizzazione della causa.
- Quando il ricorrente conferma il proprio interesse alla decisione e non risultano ulteriori richieste istruttorie o esigenze di integrazione del contraddittorio, il fascicolo può essere trasmesso al Presidente del TAR per la fissazione dell'udienza di smaltimento.
- La domanda di cittadinanza per residenza è qualificata, nel processo amministrativo, come posizione di interesse legittimo correlata all'esercizio di un potere discrezionale dell'amministrazione; la cittadinanza richiesta per matrimonio è invece indicata come posizione di diritto soggettivo.
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