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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25489/2023 del 31/08/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte, dopo avere chiarito che la comunicazione dell'avviso di fissazione dell'adunanza camerale alla parte costituita nel giudizio a quo era sufficiente ai fini del contraddittorio nel procedimento di correzione officiosa, ha escluso la presenza di un errore materiale nel provvedimento da correggere. Ha quindi dichiarato inammissibile l'istanza di correzione e non ha provveduto sulle spese del procedimento.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (controparte processuale)

La controversia

Tre parti, già costituite nel giudizio definito con ordinanza della Corte di cassazione n. 12925 del 26 giugno 2020, hanno depositato un'istanza di correzione di errore materiale sostenendo che il provvedimento non avesse disposto la distrazione delle spese processuali in favore del difensore antistatario, nonostante nel controricorso fosse stata formulata richiesta di attribuzione delle spese al difensore. La Corte rileva preliminarmente che il mero deposito dell'istanza, senza cura della notifica e degli ulteriori adempimenti, sarebbe in astratto inammissibile perché non può introdurre un procedimento diverso da quello previsto dall'art. 391-bis c.p.c.; tuttavia, poiché all'istanza era seguita l'iscrizione a ruolo d'ufficio, il deposito poteva essere letto come segnalazione di una situazione che poteva legittimare la correzione officiosa. Nonostante ciò, la Corte esclude che vi fosse un errore materiale: dagli atti risultava che la parte vittoriosa era difesa da due avvocati, mentre la richiesta di distrazione era formulata in modo generico, senza precisare quale difensore avesse anticipato le spese e non riscosso i compensi, né se ciò valesse per entrambi. Perciò mancavano i presupposti per la distrazione ex art. 93 c.p.c.

Norme richiamate

  • art. 391-bis c.p.c.

    Il mero deposito dell'istanza di correzione, senza notifica e adempimenti conseguenti, non è un valido autonomo rito; può tuttavia essere letto, se seguito da iscrizione a ruolo d'ufficio, come segnalazione di una situazione che consente la correzione d'ufficio.

  • art. 375, comma 2, n. 4-bis, c.p.c.

    La Corte richiama la possibilità di definire la questione in camera di consiglio nell'ambito del procedimento di correzione officiosa.

  • art. 93 c.p.c.

    La distrazione delle spese processuali richiede, quando la parte è assistita da più difensori, l'attestazione che nessuno di essi abbia riscosso gli onorari oggetto della richiesta, e tale attestazione deve riferirsi all'intero collegio difensivo.

Massime di principio

  • L'istanza di correzione di errore materiale della sentenza o ordinanza di cassazione non può trasformarsi in un procedimento atipico diverso da quello previsto dall'art. 391-bis c.p.c.; il deposito non assistito dagli adempimenti necessari è, di regola, inammissibile.
  • Se però all'istanza segua l'iscrizione a ruolo d'ufficio, la Corte può qualificarla come semplice segnalazione di una possibile correzione officiosa, purché il contraddittorio sia rispettato nei confronti della parte costituita nel giudizio definito dal provvedimento da correggere.
  • La richiesta di distrazione delle spese ex art. 93 c.p.c., quando la parte vittoriosa sia assistita da più difensori, deve essere specifica e deve attestare che nessuno dei difensori abbia riscosso gli onorari; una formula generica non consente la distrazione.
  • La correzione di errore materiale è ammissibile solo in presenza di un errore effettivo e riconoscibile nel provvedimento; non può essere utilizzata per integrare o modificare un provvedimento in mancanza dei presupposti sostanziali richiesti per la statuizione invocata.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpese di lite
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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