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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23227/2026 del 23/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di rimessione del processo ai sensi dell'art. 45 cod. proc. pen. per presunte gravi situazioni locali che avrebbero compromesso l'imparzialità e la libertà di determinazione delle parti: diffusione di una nota informativa del Tribunale dopo la definizione di riti alternativi di 89 coimputati ritenuta anticipatoria delle motivazioni; diffusione alla stampa di atti di indagine e passaggi virgolettati durante l'udienza preliminare; presunto atteggiamento ostile della Procura verso le difese (esposti a Procura di Brescia su presunti contatti del GIP con difensori, domande insistite su difensori in udienza). Il ricorrente sostiene che tali elementi configurano un fenomeno esterno e abnorme al territorio giudiziario tale da giustificare il trasferimento del processo ad altra sede.

La decisione

La Corte dichiara la richiesta di rimessione inammissibile: l'art. 45 è norma eccezionale e rigorosa e le circostanze addotte non rientrano nei suoi presupposti. La nota informativa non è andata oltre il contenuto desumibile dal dispositivo delle sentenze dei riti alternativi ed è conforme a un protocollo tra Tribunale, Procura, Ordine degli Avvocati e Camera Penale; il Presidente del Tribunale non esercita potere gerarchico sui giudici che celebreranno il rito ordinario. La stampa e le condotte contestate della Procura non dimostrano un fenomeno esterno idoneo a compromettere l'imparzialità dell'ufficio giudiziario. Pertanto l'istanza è dichiarata inammissibile e l'istante è condannato, ai sensi dell'art. 48, comma 6, cod. proc. pen., al versamento di euro 4.000 alla Cassa delle ammende; non è disposta condanna alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 45 cod. proc. pen.

    La disposizione legittima la rimessione del processo solo in presenza di gravi situazioni locali, esterne alla dialettica processuale, tali da disturbare il regolare svolgimento del processo e da compromettere concretamente l'imparzialità dell'ufficio giudiziario o la libera determinazione delle parti; norma di carattere eccezionale e di stretta interpretazione.

  • art. 48, comma 6 cod. proc. pen.

    Stabilisce la sanzione pecuniaria a carico dell'istante in caso di istanza di rimessione dichiarata inammissibile, disponendo il versamento alla Cassa delle ammende; la pronuncia ricorda che non segue necessariamente condanna alle spese processuali.

Massime di principio

  • L'istituto della rimessione ex art. 45 va interpretato restrittivamente: bisogna dimostrare un fenomeno esterno, abnorme e non eliminabile con altri rimedi, che concretamente comprometta l'imparzialità dell'intero ufficio giudiziario nella sede.
  • Comunicazioni istituzionali che rendono noto l'esito di riti alternativi, se limitate al dispositivo e conformi a protocolli, di per sé non configurano anticipazione delle motivazioni né giustificano la rimessione.
  • La mera amplificazione mediatica o la pubblicazione di atti/paragrafi di indagine non basta a caratterizzare una grave situazione locale: serve prova del nesso causale con il rischio effettivo di pregiudizio dell'ufficio giudiziario.
  • Le condotte processuali o le iniziative del pubblico ministero possono rilevare solo se rivelano, in modo concreto e collegato a fattori esterni, una mancanza di imparzialità dell'ufficio giudiziario; altrimenti sono più propriamente contestabili con altri rimedi (ricusazione, istanze incidentali, reclami disciplinari).
  • Il potere di trasferimento del processo come presidio di garanzia è eccezionale; prima di richiederlo occorre valutare e documentare l'irrimediabilità degli effetti pregiudizievoli e l'assenza di misure meno invasive per tutelare il diritto di difesa e l'imparzialità.

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