Cassazione Penale, Sentenza n. 10812/2022 del 25/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Spartaco Basaglia impugna la conferma della condanna per il reato di furto aggravato (art. 625, n. 4 c.p.), commesso il 25/10/2007, denunciando, tra l'altro, l'insussistenza dell'aggravante della destrezza. La Corte di cassazione rileva che la questione non è manifestamente infondata e valuta la prescrizione del reato in base agli artt. 157 e 161 c.p., ritenendo decorso il termine massimo ordinario (7 anni e 6 mesi) dalla data del fatto.
La decisione
La Corte di cassazione annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione. Nel ragionamento la Corte richiama la giurisprudenza sulle condizioni in cui sussiste l'aggravante della destrezza (necessità di condotte caratterizzate da particolari abilità o astuzia idonee a eludere la vigilanza) e osserva che la Corte d'appello non ha adeguatamente distinto tra semplice approfittamento di disattenzione e condotta che abbia indotto l'attenuazione della vigilanza. Ciò non impedisce però di dichiarare la prescrizione, essendo decorso il termine estintivo.
Norme richiamate
Definisce il furto e la circostanza aggravante della "destrezza": sussiste quando l'agente, prima o durante l'impossessamento, adotta comportamenti caratterizzati da particolari abilità, astuzia o avvedutezza tali da sorprendere o eludere la sorveglianza del detentore; non è sufficiente il mero approfittamento di situazioni non provocate di disattenzione.
Norma richiamata congiuntamente per il calcolo della prescrizione: la Corte la utilizza per determinare i termini massimi ordinari della prescrizione in relazione alla pena edittale applicabile.
Norma richiamata per il computo dei termini di prescrizione e degli eventuali termini ridotti/estensivi; applicata per stabilire che il termine estintivo era decorso dalla data del fatto.
Sez. U, n. 34090 del 27/04/2017 (Quarticelli, Rv. 270088)
Giurisprudenza della Corte di cassazione interpretata dalla sentenza: chiarisce i requisiti dell'aggravante "destrezza", sottolineando l'esigenza di un comportamento attivo e abile idoneo a eludere la vigilanza, e distingue tale fattispecie dal mero sfruttamento di disattenzioni non provocate dall'agente.
Massime di principio
- Per l'aggravante della destrezza nel furto è necessario dimostrare una condotta attiva e caratterizzata da abilità/astuzia che abbia effettivamente eluso la vigilanza; non basta l'approfittamento di una normale disattenzione del detentore.
- La prescrizione si computa a partire dalla data del fatto; se è decorso il termine estintivo previsto dalla legge (anche in funzione della pena edittale massima), il reato si estingue e la sentenza di condanna va annullata senza rinvio.
- Se la questione circa la sussistenza dell'aggravante non è manifestamente infondata, la Corte di cassazione può prendere atto della prescrizione e decidere sull'estinzione senza rimandare la causa per ulteriore istruttoria.
- In appello e in cassazione è necessario che il giudice motivi specificamente sul discrimine tra mero approfittamento di disattenzione e comportamento idoneo a provocare un'attenuazione della vigilanza; la mancata motivazione può favorire il riconoscimento della prescrizione.
- Nelle difese in casi analoghi conviene documentare tempi e modalità del fatto e contestare puntualmente l'esistenza di atti o comportamenti del presunto autore tali da integrare la "destrezza", non limitandosi a asserire l'assenza di intenzionalità.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 25 mar 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 10731/2022 del 25/03/2022
- Sentenza penale · 25 mar 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 10732/2022 del 25/03/2022
- Sentenza penale · 25 mar 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 10736/2022 del 25/03/2022
- Sentenza penale · 25 mar 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 10739/2022 del 25/03/2022
- Sentenza penale · 25 mar 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 10742/2022 del 25/03/2022
- Sentenza penale · 25 mar 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 10743/2022 del 25/03/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →