Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9619/2023 del 07/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso il rigetto dell'istanza di riparazione ex art. 314 c.p.p. per la detenzione ritenuta ingiusta (periodi: 11/5/2007-17/1/2011 e 1/6/2011-23/5/2012). Il ricorrente deduceva: 1) violazione dell'art. 314 c.p.p. e dell'art. 5 CEDU per errata individuazione della colpa grave; 2) la Corte di appello avrebbe dovuto escludere dal giudizio le intercettazioni effettuate nella vettura di Lucio Onofrietti (dichiarate inutilizzabili nel giudizio di merito) e non avrebbe dovuto valorizzare le dichiarazioni di Francesco D'Avanzo, inesistenti riscontri; 3) palese travisamento di passi della sentenza assolutoria e valutazione erronea di comportamenti e del cosiddetto "metus ab intrinseco"; 4) la colpa grave sarebbe stata riconosciuta in realtà solo sulla base delle parentele del ricorrente e non per comportamenti personalmente rilevanti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha rigettato, confermando la decisione della Corte di appello. Ha ritenuto corretta e congrua la motivazione di merito, che ha valutato autonomamente i fatti ai fini dell'art. 314 c.p.p. e ha ritenuto provati elementi fattuali (anche richiamati nella sentenza definitiva) dai quali emergeva che il Cutolo: a) aveva chiesto l'intervento di partecipanti alla cosca per il recupero di un ciclomotore; b) si era interessato di persona per evitare richieste estorsive a imprenditori recandosi su un cantiere con partecipanti alla cosca; c) aveva agevolato contatti con il capoclan Russo durante la latitanza; d) aveva interposto i propri uffici per garantire posti di lavoro presso la cosca. Pur non essendo stato riconosciuto il vincolo associativo, tali comportamenti sono stati valutati come uso consapevole della sua "rilevante parentela" per ottenere favori, configurando una condotta di macroscopica imprudenza/negligenza che integra colpa grave e dunque ostativa alla riparazione. Il ricorrente è stato altresì condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la riparazione per ingiusta detenzione; interpretata nel senso che il giudice della riparazione deve valutare autonomamente e compiutamente tutti gli elementi probatori per accertare se la detenzione sia derivata da dolo o colpa grave del detenuto; la valutazione si concentra su condotte che abbiano creato la falsa apparenza di un illecito (anche senza costituire reato) e richiede motivazione adeguata e congrua

  • art. 5 CEDU

    Richiamato nel quadro della tutela contro la privazione ingiustificata della libertà; nella pronuncia è richiamato come parametro generale ma la decisione si fonda essenzialmente sul criterio nazionale di art. 314 c.p.p. e sulla valutazione della colpa grave

Massime di principio

  • Il giudice della riparazione ex art. 314 c.p.p. opera su un piano autonomo rispetto al giudizio di merito: può giungere a valutazioni diverse ma deve fondarle su elementi concreti e motivazione logica e congrua.
  • Per escludere la riparazione è sufficiente che emerga colpa grave (macroscopica negligenza o imprudenza) che abbia contribuito a creare l'apparenza di responsabilità penale, anche se non integrante reato accertato definitivamente.
  • L'uso consapevole della propria "reputazione" o "parentela" criminale per ottenere favori può integrare colpa grave e impedire la riparazione, anche se il giudice penale non ha provato l'appartenenza ad associazione mafiosa.
  • In Cassazione il sindacato sulle prove è limitato: non sono ammesse vaste riconsiderazioni fattuali o diverse interpretazioni di intercettazioni o dichiarazioni se la motivazione di merito è adeguata; i rilievi generici e non specifici sulle prove sono inammissibili o infondati.
  • Chi impugna l'assenza di utilizzabilità di singole fonti deve indicare con precisione l'effetto concreto di tale esclusione sul giudizio complessivo in materia di riparazione; doglianze vaghe o meramente descrittive vengono ritenute insufficienti.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.