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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47708/2022 del 16/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Atzeni impugnava la sentenza di condanna per il delitto di violenza ad inferiore (art.195 cod. pen. mil. pace). L'appello era stato dichiarato inammissibile perché depositato fuori termine: la Corte territoriale ritenne scaduto il termine il 28/12/2020 mentre l'atto di appello risultava depositato il 29/12/2020. Il difensore del ricorrente sostiene di essere stato indotto a ritenere tardivo il deposito della motivazione della sentenza (la motivazione sarebbe stata resa disponibile il 4/12/2020 e la copia richiesta il 10/12/2020 sarebbe giunta solo l'8/1/2021), e perciò di aver calcolato in modo diverso il termine per proporre impugnazione; chiede quindi che la Corte di cassazione riconosca la tempestività dell'appello e rimetta gli atti alla Corte militare d'appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché fondato su motivi manifestamente infondati. Ha ritenuto che le argomentazioni del difensore non spostano il termine per l'impugnazione: al più avrebbero potuto giustificare una richiesta di restituzione del termine ai sensi dell'art.175, comma 1, cod. proc. pen., richiesta che però non era stata prodotta. Non è stata dimostrata l'indisponibilità della sentenza in Cancelleria alla data invocata; la comunicazione per il versamento delle marche da bollo non equivale all'avviso di deposito previsto dall'art.548, comma 2, cod. proc. pen. Conseguentemente il ricorso è respinto e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile (liquidate in complessivi euro 4.500).

Norme richiamate

  • art.195 cod. pen. mil. pace

    Norma sostanziale che indica il delitto contestato (violenza ad inferiore); evocata per definire il capo di imputazione; non è al centro della questione processuale impugnata

  • art.175, comma 1, cod. proc. pen.

    Presupposto per ottenere la restituzione del termine per proporre impugnazione in caso di cause non imputabili all'interessato. La Corte osserva che le ragioni addotte dall'avvocato, se fondate, avrebbero potuto costituire motivo per chiedere la restituzione del termine ai sensi di questa norma, ma tale richiesta non è stata presentata.

  • art.548, comma 2, cod. proc. pen.

    Stabilisce le modalità e gli effetti dell'avviso di deposito della sentenza. La Corte conclude che la comunicazione della cancelleria per il versamento delle marche da bollo non equivale all'avviso di deposito previsto da questa disposizione.

Massime di principio

  • Il termine per proporre impugnazione non si sposta automaticamente per la mera circostanza che il difensore non abbia materialmente ricevuto la copia della motivazione: chi non riesce a proporre tempestivamente l'impugnazione dovrebbe valutare la richiesta di restituzione del termine ai sensi dell'art.175 c.p.p.
  • La semplice richiesta di copia della sentenza o una comunicazione della cancelleria relativa al pagamento di marche da bollo non sostituiscono l'avviso formale di deposito previsto dalle norme processuali; non possono essere considerati equivalenti ai fini dell'avvio dei termini d'impugnazione.
  • Chi deduce l'indisponibilità o il mancato deposito di una sentenza in cancelleria ha l'onere di fornire prove concrete e documentazione che dimostrino tale indisponibilità; affermazioni generiche non sono sufficienti a sospendere o ricalcolare i termini.
  • Se un ricorso in cassazione è manifestamente infondato, il ricorrente può essere condannato non solo alle spese processuali ma anche a somme a titolo di ammenda e al rimborso delle spese della controparte; pertanto è necessario valutare con cura la fondatezza dell'impugnazione prima di proporla.

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