Cassazione Penale, Sentenza n. 8256/2022 del 09/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza del 19/05/2020 che aveva confermato la condanna, emessa con rito abbreviato, per tentata estorsione aggravata, danneggiamento, lesioni aggravate e porto di arma. Il ricorrente deduce: 1) insufficiente quadro probatorio e mancata riqualificazione del fatto in esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 393 c.p.), sostenendo di aver agito nella convinzione di una pretesa creditoria verso i VALENTI; 2) eccessività della pena e errato bilanciamento delle circostanze attenuanti generiche che avrebbero dovuto prevalere sulle aggravanti
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto il quadro probatorio sufficiente in ragione delle dichiarazioni vittime, delle lesioni riscontrate, del verbale di arresto e della c.n.r. dei CC, confermando la qualificazione in tentata estorsione (art. 629 c.p.) poiché l'imputato ha perseguito un profitto consapevolmente ingiusto e non ha agito nella convinzione di un credito legittimo. Ha inoltre ritenuto legittimo il bilanciamento sanzionatorio operato dai giudici di merito (attenuanti generiche riconosciute ma ritenute equivalenti alle aggravanti). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare Euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Applicata come fattispecie di estorsione quando l'agente persegue un profitto ingiusto con consapevolezza della sua ingiustizia; la valutazione dell'elemento psicologico è essenziale e va accertata secondo le ordinarie regole probatorie
Rilevante come possibile derubricazione quando la pretesa appare non del tutto esorbitante o pretestuosa e l'agente agisce nella convinzione, pur eventualmente errata, di esercitare un proprio diritto; la distinzione con l'estorsione è fondata sull'elemento soggettivo
Massime di principio
- Per distinguere estorsione da esercizio arbitrario delle proprie ragioni occorre valutare l'elemento psicologico: la convinzione di avere un diritto giustifica la derubricazione ad art. 393 c.p., mentre la consapevolezza di perseguire un profitto ingiusto integra l'art. 629 c.p.
- In procedimenti celebrati con rito abbreviato, dichiarazioni coerenti delle persone offese, riscontri medici/lesioni, denunce e verbali di arresto possono essere sufficienti a costituire prova per la condanna
- In Cassazione i motivi che replicano pedissequamente le censure di appello senza una critica puntuale alle argomentazioni dei giudici di merito sono spesso dichiarati inammissibili
- Nel bilanciamento delle circostanze attenuanti e aggravanti il giudice può ritenere le attenuanti generiche equivalenti (e non prevalenti) se emergono elementi di particolare gravità del fatto e precedenti del reo
- Il principio della 'doppia conforme' limita il sindacato di legittimità sulla motivazione quando la sentenza di appello si salda con quella di primo grado attraverso analoghe argomentazioni e criteri valutativi
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