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Cassazione Penale, Ordinanza n. 10136/2025 del 13/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato proponeva ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che, in parziale riforma della decisione di primo grado, aveva rideterminato la pena per tentato omicidio commesso ai danni di una persona offesa all'alba dell'8 dicembre 2017 in Macerata, riconoscendo una circostanza attenuante. Nel ricorso venivano dedotti, in tre motivi, vizio di motivazione e violazione di legge in relazione all'affermazione di responsabilità per tentato omicidio e alla mancata riqualificazione del fatto come lesioni personali. La difesa insisteva, in sostanza, sulla mancanza di animus necandi e sull'asserita sussistenza della legittima difesa o dell'eccesso colposo, questioni già esaminate e respinte dalla Corte territoriale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che i motivi si risolvessero nella mera riproposizione delle doglianze già formulate in appello sull'assenza dell'animus necandi, e che la Corte di merito avesse motivato in modo adeguato e logicamente corretto: la persona offesa, disarmata, era stata colpita da tergo con un'arma da punta e da taglio, senza che fossero ravvisabili legittima difesa, legittima difesa putativa o eccesso colposo; inoltre, la ferita aveva attinto l'emitorace sinistro con esposizione a pericolo di vita, circostanza incompatibile con la qualificazione del fatto come mere lesioni volontarie. Conseguentemente, sono state poste a carico del ricorrente le spese processuali e la somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 62, n. 2, c.p.

    È stata riconosciuta in appello la circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità o del lucro di speciale tenuità, con effetto sulla rideterminazione della pena, senza che ciò incidesse sulla qualificazione giuridica del fatto contestato.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si limita a riproporre, senza confronto critico con la motivazione impugnata, censure già esaminate e adeguatamente disattese in appello.
  • La qualificazione del fatto come tentato omicidio può essere confermata quando le modalità dell'aggressione e la localizzazione delle lesioni sono sintomatiche dell'animus necandi, specie se la vittima è colpita da tergo con arma da punta e da taglio e la ferita ha determinato pericolo di vita.
  • La deduzione della legittima difesa, reale o putativa, o dell'eccesso colposo richiede una concreta misura con gli accertamenti di merito: non è sufficiente una mera contrapposizione assertiva alla ricostruzione dei giudici di appello.
  • La riqualificazione del fatto in lesioni personali è esclusa quando l'offesa ha provocato una ferita grave idonea a esporre la persona offesa a pericolo di vita, rendendo logicamente sostenibile la permanenza del dolo omicidiario almeno nella forma del tentativo.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniOmicidioLesioni
RamiProcesso penaleDelitti contro la persona
SottomaterieOmicidio volontario
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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