Cassazione Penale, Sentenza n. 38010/2022 del 07/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna per furto (artt. 624, 625 n.4 c.p.), sostenendo che la prova si fonda unicamente sull'attivazione di una SIM card intestata a lui inserita nel cellulare della persona offesa. Denuncia mancata acquisizione del modulo/contratto di attivazione, mancata acquisizione dei tabulati telefonici, discrepanze della residenza anagrafica, esito negativo delle perquisizioni e mancata verifica sui numeri contattati; contesta inoltre la configurabilità dell'aggravante della destrezza (art. 625 n.4) e deduce l'applicabilità della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i motivi principali del ricorso. Ha ritenuto viziata la motivazione della Corte territoriale, perché si è limitata a considerare l'intestazione della SIM come prova decisiva senza verificare il modulo di attivazione, l'identità di chi ha richiesto la SIM, i tabulati e i contatti telefonici, né ha spiegato l'irrilevanza delle perquisizioni negative e delle discrepanze anagrafiche. Ha inoltre ritenuto infondata la qualificazione automatica della circostanza aggravante della destrezza, dato che non risultano elementi che provino agilità o astuzia tali da superare la normale vigilanza. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Caltanissetta per nuovo giudizio.
Norme richiamate
Norma che definisce il reato di furto; richiamata come fattispecie base della condotta contestata
art. 625 comma 1 n. 4 cod. pen.
Aggravante della destrezza: richiede elementi concreti che dimostrino agilità/astuzia o modalità tali da superare la vigilanza ordinaria; non è configurabile quando l'agente si è limitato ad approfittare di una temporanea distrazione senza modalità insidiose
Causa che può portare alla non punibilità per particolare tenuità del fatto e della colpevolezza; la difesa aveva invocato la sua applicazione ove venisse esclusa l'aggravante
art. 23 comma 8 decreto-legge n. 137 del 2020
Norma procedurale richiamata in riferimento alla requisitoria scritta del Procuratore generale presso la Corte di cassazione
Principio dell'onere della prova e criterio dell'oltre il ragionevole dubbio
Interpretazione giurisprudenziale: incombe sull'accusa l'onere di provare la responsabilità oltre ogni ragionevole dubbio; il giudice deve confutare specificamente le spiegazioni alternative plausibili offerte dalla difesa
Massime di principio
- La mera intestazione di una SIM a una persona non è, di per sé, prova sufficiente della sua responsabilità per fatti commessi con il telefono: va acquisito e valutato il modulo/contratto di attivazione e verificata l'identità di chi ha richiesto la scheda
- I tabulati e l'analisi dei numeri contattati sono elementi probatori rilevanti e la loro mancata acquisizione o valutazione può creare un ragionevole dubbio sulla provenienza dell'utenza
- Discrepanze anagrafiche e perquisizioni con esito negativo sono fatti che il giudice di merito deve esplicitamente considerare e motivare in relazione alla valutazione della prova
- L'aggravante della destrezza richiede accertamenti specifici sulle modalità del fatto: l'approfittare di una temporanea distrazione non è necessariamente sufficiente a configurarla
- Il giudice deve valutare le prove in modo unitario e confutare puntualmente, con argomentazioni logiche e circostanziate, le spiegazioni alternative proposte dalla difesa; in difetto, la motivazione è viziata e la sentenza può essere annullata con rinvio
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