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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10747/2023 del 14/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il DELUCA impugna l'ordinanza di conferma degli arresti domiciliari (richiesta di riesame ex art. 309 c.p.p.) contestando la gravità indiziaria e, in particolare, l'identificazione nel ricorrente del soggetto indicato come "Nino" utilizzatore dell'utenza telefonica n. 3511503775. Si censurano l'uso di elementi ritenuti inconsistenti (aggancio di una cella telefonica di Roccella Ionica), la mancanza di puntuali indicazioni probatorie a sostegno dell'identificazione (rapporti con BONFIGLIO; coincidenza tra traffico telefonico e visite), la circolarità del ragionamento e la trasformazione di elementi favorevoli alla difesa (es. riferimento a un "cugino" a Baggio) in indizi a carico.

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Ritiene che il controllo di legittimità in sede di cassazione non consenta la riconsiderazione del merito e della valutazione degli indizi fatti dal Gip e dal Tribunale del riesame. Il Tribunale aveva adeguatamente motivato l'identificazione: riconoscimento vocale operanti, contenuti inequivoci delle conversazioni (es. "Nino" che dichiara di essere di Caulonia), frequenti contatti telefonici con BONFIGLIO e CANNATA' e visite presso l'abitazione del ricorrente in Canne di Caulonia, nonché l'aggancio della cella vicina a Roccella Ionica. Anche l'argomento sul termine "cugino" è stato ritenuto non decisivo, posto che gli indagati usavano espressioni confidenziali non necessariamente corrispondenti a vincoli di parentela. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come fondamento della richiesta di riesame avanti al Tribunale; la Corte utilizza il rimando procedurale per collocare il giudizio e spiega i limiti del controllo di legittimità in cassazione sulle decisioni cautelari adottate ai sensi di tale procedimento

  • Principio giurisprudenziale su limiti del sindacato di merito in Cassazione

    Sez. 2, n. 9212 del 02/02/2017 (Sansone); Sez. 5, n. 5768 del 19/12/2022 (Fuggiano); Sez. 2, n. 12858 del 27/01/2017 (De Cicco)

    La Cassazione ribadisce che nel ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari non è consentita la revisione degli elementi materiali e fattuali né del 'peso' degli indizi; il controllo è limitato alla verifica della esposizione delle ragioni giuridicamente significative e dell'assenza di evidenti illogicità nella motivazione. Inoltre, il riconoscimento vocale da parte degli operanti è utilizzabile dal giudice come elemento identificativo, salvo che la parte contesti con elementi oggettivi contrari

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina il merito probatorio: i ricorsi che si limitano a offrire una diversa lettura delle risultanze sono generalmente inammissibili.
  • Per contestare l'identificazione fondata su intercettazioni è necessario allegare elementi specifici e oggettivi che dimostrino l'illogicità o l'insussistenza delle deduzioni probatorie (es. errori materiali, contraddizioni evidenti, dati tecnici circostanziali contrari).
  • Il riconoscimento vocale operato dagli investigatori e la convergenza di più elementi (contenuti delle conversazioni, tabulati, agganci di celle, frequentazione di un domicilio) costituiscono combinati indiziari che il giudice può ritenere sufficienti per la gravità indiziaria.
  • L'evidenza fornita da dati di cella (agganci) è un elemento utile ma raramente decisivo da solo; assume forza se corroborata da altre risultanze (prove ambientali, riconoscimenti, contatti ripetuti tra numeri correlati, visite a un'abitazione).
  • Espressioni confidenziali usate dagli indagati (es. chiamarsi "cugini") possono avere valenza indiziaria anche se non corrispondono a un reale vincolo di parentela, purché il contesto renda plausibile tale uso come segnale di rapporto confidenziale.
  • In fase di impugnazione per cassazione conviene focalizzarsi su vizi di motivazione evidenti, violazioni di legge o manifesta illogicità, anziché proporre una mera rivalutazione degli elementi di fatto.

Testo integrale

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