Ordinanza n. 2225/2026 - Roma, Sezione 1Q
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto ministeriale di esclusione dalla procedura concorsuale per l’assunzione di 97 operatori del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto con cui è stato escluso dalla procedura concorsuale riservata ai candidati provenienti dalla graduatoria finale della procedura speciale di reclutamento del personale volontario dei Vigili del Fuoco, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Ha contestato il non corretto esercizio della discrezionalità amministrativa da parte dell’Amministrazione, in relazione alla valutazione dei requisiti di moralità e buona condotta. L’esclusione era fondata, in particolare, su una precedente condanna per spaccio di stupefacenti, sebbene il reato fosse successivamente estinto.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo non assistite da sufficienti elementi di fondatezza le contestazioni relative all’esercizio della discrezionalità amministrativa. Ha richiamato i limiti del sindacato giurisdizionale sulle valutazioni dell’Amministrazione in materia di moralità e buona condotta, precisando che il giudice può verificare l’esistenza e la consistenza dei fatti posti a fondamento della decisione, nonché la ragionevolezza e proporzionalità della prognosi amministrativa, senza sostituirsi all’Amministrazione nel merito. Nel caso concreto, la condanna per spaccio di stupefacenti è stata ritenuta elemento idoneo a fondare il giudizio negativo. L’estinzione del reato non ne elimina la rilevanza ai fini della valutazione dei requisiti morali e di condotta richiesti per l’accesso alla qualifica di operatore dei Vigili del Fuoco. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
Disciplina la tutela cautelare collegiale; sulla base di tale disposizione il Tribunale ha respinto la domanda di sospensione dell’efficacia del decreto impugnato.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte interessata.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.
Massime di principio
- La valutazione dell’Amministrazione sulla sussistenza dei requisiti di moralità e buona condotta per l’accesso a qualifiche pubbliche connotate da particolari esigenze di affidabilità è espressione di ampia discrezionalità amministrativa.
- Il sindacato del giudice amministrativo sulle valutazioni di moralità e buona condotta non è sostitutivo: può verificare l’esistenza e la consistenza dei fatti posti a fondamento della decisione, nonché la ragionevolezza e proporzionalità della prognosi inferenziale, ma non può sostituire la propria valutazione a quella dell’Amministrazione.
- Una condanna per spaccio di stupefacenti può costituire elemento rilevante nella valutazione dei requisiti morali e di condotta richiesti per l’accesso alla qualifica di operatore del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
- L’estinzione del reato non elimina necessariamente la rilevanza storica della condanna nell’ambito della valutazione amministrativa dei requisiti di moralità e buona condotta, quando la disciplina di accesso richieda un comportamento specchiato e rispettoso della legge.
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