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Cassazione Penale, Ordinanza n. 22902/2026 del 22/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato era stato condannato in primo grado per rapina aggravata e lesioni aggravate, con successiva riforma solo parziale in appello, che aveva ridotto la pena e riconosciuto le attenuanti generiche prevalenti. Dopo la decisione di secondo grado, la difesa ha chiesto la restituzione nel termine per proporre ricorso per cassazione, sostenendo che il difensore sostituto ex art. 102 c.p.p. si era recato in cancelleria e aveva chiesto via PEC copia della sentenza e del verbale di udienza, ma la documentazione era stata rilasciata solo alcuni giorni dopo e comunque oltre il termine per impugnare. Contestualmente era stato depositato anche il ricorso per cassazione. Il ricorso mirava a far valere la tardiva disponibilità della sentenza e, in sostanza, a consentire l'esame delle censure già formulate contro l'affermazione di responsabilità e, in subordine, contro il trattamento sanzionatorio e la mancata derubricazione dei fatti.

La decisione

La Corte ha rigettato la richiesta di restituzione nel termine. Ha ritenuto che non fosse dimostrata una causa non imputabile tale da impedire tempestivamente l'esercizio della facoltà di impugnazione: la difesa non aveva provato di essersi attivata con la necessaria diligenza fin dal deposito della sentenza, avvenuto entro il termine assegnato per il deposito della motivazione; la richiesta di copia era stata avanzata solo mesi dopo; la cancelleria aveva poi rilasciato gli atti in pochi giorni e non risultava una richiesta urgente. Inoltre, la motivazione era comunque consultabile in cancelleria, con la possibilità di proporre il ricorso e poi motivi nuovi. Conseguentemente, il rigetto della restituzione nel termine ha comportato che il ricorso depositato contestualmente dovesse considerarsi come non proposto.

Norme richiamate

  • art. 102 c.p.p.

    Viene richiamato solo per qualificare il difensore come sostituto processuale che ha effettuato la richiesta di copia degli atti.

  • art. 175 c.p.p.

    La decisione è incentrata sulla disciplina della restituzione nel termine: è necessario allegare e dimostrare una causa non imputabile, assimilabile a caso fortuito o forza maggiore, che abbia impedito l'impugnazione tempestiva.

Massime di principio

  • La restituzione nel termine per proporre impugnazione presuppone la prova rigorosa di un impedimento assoluto, derivante da causa esterna non imputabile, idoneo a rendere impossibile l'esercizio tempestivo del diritto di impugnare.
  • Se la tardiva proposizione dell'impugnazione è collegata alla mancata disponibilità della sentenza, la difesa deve dimostrare non solo di avere chiesto copia del provvedimento, ma anche di avere attivato tutte le iniziative diligenti possibili per sollecitarne il rilascio.
  • Quando la motivazione della sentenza era comunque consultabile in cancelleria, non può dirsi integrato, di regola, un impedimento assoluto alla proposizione del ricorso, potendo la parte impugnare e successivamente depositare motivi nuovi.
  • Il mancato accoglimento della richiesta di restituzione nel termine preclude l'esame del ricorso depositato contestualmente, che resta privo di efficacia processuale.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

Testo integrale

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