Cassazione Penale, Sentenza n. 24046/2022 del 22/06/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Napoli del 9 febbraio 2022, con cui era stato annullato il decreto di convalida del sequestro probatorio emesso dal Pubblico Ministero presso il Tribunale di Noia in data 27 gennaio 2022. Il ricorso deduceva violazione di legge e falsa applicazione degli artt. 125 e 256 c.p.p. nonché difetto assoluto di motivazione.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per violazioni procedurali: il ricorso era depositato presso il Tribunale di Noia ma non risulta la trasmissione agli uffici della cancelleria competente prevista dagli artt. 311 comma 3 e 325 comma 3 c.p.p.; in materia di impugnazioni cautelari la presentazione deve avvenire presso la cancelleria del giudice che ha emesso la decisione e la data rilevante è quella in cui l'atto perviene all'ufficio competente. Perciò sono emersi profili concorrenti di inammissibilità (tardività non provata, uso di norma non applicabile, impossibilità per la Corte di verificare d'ufficio la tempestività mancando elementi probatori), e il ricorso è stato respinto come inammissibile.
Norme richiamate
Richiamato dal ricorrente per contestare la motivazione, ma la Corte non è entrata nel merito per ragioni procedurali; la norma è stata indicata come presunta fonte di vizio decisionale.
Richiamato dal ricorrente come norma applicabile al sequestro probatorio; la Corte non ha valutato il merito dell'applicazione per il difetto di ammissibilità del ricorso.
art. 311 c.p.p. (commi rilevanti)
Stabilisce le regole di deposito delle impugnazioni in materia di misure personali: la Corte sottolinea che il ricorso in materia cautelare deve essere presentato esclusivamente presso la cancelleria del giudice che ha emesso la decisione e che la data utile è quella in cui l'atto perviene all'ufficio competente, con conseguente rischio di inammissibilità se depositato altrove.
In materia di cautela reale richiama l'applicazione degli artt. 311 commi 3,4,5 (detti per la cautela personale), perciò le stesse regole di deposito e competenza si applicano anche ai ricorsi relativi a misure reali.
Richiamato per chiarire che sulla cancelleria non incombe l'obbligo di trasmissione degli atti al giudice competente: la Corte ricava che la data rilevante è quella di ricezione presso l'ufficio competente.
Giurisprudenza: Sezioni Unite, sent. n.1626 del 24/09/2020 (Bottari) Rv. 280167
Precedente richiamato per affermare il principio secondo cui, nelle impugnazioni cautelari, il deposito deve essere effettuato presso la cancelleria del giudice che ha emesso la decisione e che il ricorrente si assume il rischio di inammissibilità se presenta l'atto ad ufficio diverso.
Massime di principio
- Nei ricorsi cautelari (misure personali o reali) l'impugnazione deve essere depositata presso la cancelleria del giudice che ha emesso la decisione: il deposito presso uffici diversi può rendere il ricorso inammissibile.
- La data rilevante ai fini della tempestività è quella di ricezione dell'atto da parte dell'ufficio competente; spetta al ricorrente provare la tempestività mediante documentazione idonea (ricevute, pec, attestazioni di deposito).
- La cancelleria destinataria non ha l'obbligo di trasmettere d'ufficio gli atti alla cancelleria competente per le impugnazioni cautelari; il rischio di gestione errata grava sul ricorrente.
- In assenza di prova della tempestività o della ricezione presso l'ufficio competente, la Corte può dichiarare inammissibile il ricorso senza esaminare le questioni di merito.
- Quando si impugna una decisione cautelare, utilizzare i canali che producono una prova certa di deposito (es. PEC con ricevuta, ricevuta di protocollo dell'ufficio competente) e verificare in anticipo l'ufficio corretto cui presentare l'atto.
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