Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7729/2024 del 22/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente contestava la motivazione della Corte d'appello relativa alla sua responsabilità quale "extraneus", sostenendo che l'unico dato rilevato (il rapporto di coniugio con l'amministratrice di diritto e la sua conoscenza delle vicende societarie) fosse insufficiente a provare in quale modo Egli avesse effettivamente influito sulla determinazione e sull'agire dell'amministratrice (Antonietta De Pinto) e sulla consumazione delle distrazioni patrimoniali; in sostanza si deduceva vizio di motivazione e mancanza di prova dell'efficienza causale della condotta dell'extraneus rispetto al fatto criminoso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto congrua e non illogica la motivazione della Corte d'appello, che aveva qualificato Tedoldi come amministratore di fatto (nonostante non avesse cariche formali), ne aveva evidenziato la conoscenza dettagliata delle vicende societarie, il suo interesse quale socio nella società beneficiaria dei bonifici e il suo apporto, anche morale, alle distrazioni. La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui il concorso dell'extraneus richiede la volontarietà dell'apporto con la consapevolezza del rischio di depauperamento del patrimonio sociale (dolo generico) e che il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione è reato di pericolo, per cui non è necessaria la prova del danno effettivo ma è sufficiente la prevedibilità del pericolo per i creditori. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 173 disposizioni di attuazione cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione ai limiti formali della esposizione del motivo in cassazione: il ricorso è stato formulato entro i limiti strettamente necessari per la motivazione.

  • art. 23, comma 8, d.l. 127/2020 (e successive proroghe/modifiche)

    Norme procedurali che hanno consentito la trattazione del ricorso senza intervento delle parti; richiamate per motivare il procedimento in Cassazione.

  • art. 616 c.p.p. (come modificato dalla L. 23 giugno 2017, n. 103)

    Base normativa per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento a seguito dell'inammissibilità del ricorso.

  • art. 216 legge fallimentare

    Interpretata dalla Corte come norma che qualifica la bancarotta fraudolenta per distrazione come reato di pericolo: rileva la prevedibilità del pericolo per i creditori più che l'effettivo danno patrimoniale.

  • art. 219 legge fallimentare (riferimento all'aggravante)

    Richiamato per spiegare che l'effettivo danno al ceto creditorio rileva ai fini dell'aggravante ma non per la configurabilità del reato-base di distrazione.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 5), varie decisioni citate

    Sez. 5, n. 4710 del 14/10/2019 (Falcioni); Sez. 5, n. 54291 del 17/05/2017 (Bratomi); Sez. 5, n. 11633 del 08/02/2012 (Lombardi Stronati); Sez. 5, n. 9807 del 13/02/2006 (Caimmini); Sez. 5, n. 3229/13 del 14/12/2012 (Rossetto); Sez. 5, n. 21846 del 13/02/2014 (Bergamaschi); Sez. 5, n. 35093 del 04/06/2014 (P.G. in proc. Sistro)

    La giurisprudenza conferma che il dolo del concorrente "extraneus" è integrato dalla volontarietà dell'apporto con la consapevolezza che esso può depauperare il patrimonio sociale; inoltre la bancarotta per distrazione è reato di pericolo e richiede solo dolo generico (consapevolezza del rischio), non intento specifico di causare il dissesto.

Massime di principio

  • La mancanza di cariche formali non esclude la responsabilità penale: l'essere amministratore di fatto si valuta tramite elementi fattuali (conoscenza dettagliata della gestione, ruoli operativi, consegna di documentazione societaria, ecc.).
  • Per il concorso al reato di bancarotta fraudolenta per distrazione da parte di un 'extraneus' è sufficiente la prova di un apporto volontario e della consapevolezza che l'operazione può depauperare il patrimonio della società (dolo generico); non è necessaria la specifica volontà di causare il dissesto.
  • Il reato di bancarotta per distrazione è un reato di pericolo: rileva la prevedibilità del danno per i creditori, non l'effettivo danno subito; ciò amplia la possibilità di responsabilità anche in presenza di operazioni che pongono a rischio l'integrità patrimoniale.
  • Gli elementi indiziari e circostanziali (es. interessi personali nella società beneficiaria, ruolo operativo, conoscenza dettagliata delle operazioni) possono essere ritenuti sufficienti per affermare il concorso, purché la motivazione sia logica e congrua.
  • In Cassazione i motivi generici o aspecifici che non contestano in modo puntuale gli argomenti decisivi della motivazione sono spesso dichiarati inammissibili; il ricorso deve indicare specifici vizi di diritto o di motivazione.
  • Per il ricorrente inammissibile sono previste sanzioni: condanna alle spese e, nei casi come questo, versamento in favore della Cassa delle ammende (esempio: euro 3.000,00).

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.