Cassazione Penale, Sentenza n. 01165/2026 del 13/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza della Corte di appello di Roma che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di rescissione del giudicato proposta per conto di Alberto Centorame in relazione a sentenza di condanna per il reato di evasione. Il ricorrente, tramite difensore, denunciava contraddittorietà della motivazione in ordine alla mancata conoscenza del procedimento da parte sua, deducendo che non era mai stata eseguita la notificazione del decreto di citazione a giudizio né nei suoi confronti né nei confronti del difensore di fiducia, e che gli indici presuntivi utilizzati dalla Corte di appello per affermare la conoscenza del procedimento erano inconcludenti.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per diversa e assorbente ragione: è emersa una incongruenza tra l'oggetto della procedura iscritta presso la Corte di appello e l'ordinanza impugnata (la ordinanza concerneva una sentenza diversa da quella oggetto dell'istanza di rescissione), con miscelazione di fascicoli e atti relativi a distinti procedimenti per analoghi reati. Per tale motivo le ragioni poste a base dell'ordinanza sono state ritenute prive di fondamento. La Corte di cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte di appello di Roma per nuovo giudizio, demandando a quest'ultima di verificare, secondo la corretta vicenda processuale, l'assunto difensivo circa la mancata conoscenza del processo da parte del ricorrente e di applicare il principio che l'effettiva conoscenza deve riferirsi a una vocatio in iudicium formale (con particolare riferimento all'art. 161, comma 4, c.p.p. e alla giurisprudenza citata). Non è stata decisa la questione di merito sulla conoscenza effettiva del procedimento: la decisione è rinviata.
Norme richiamate
art. 161, comma 4, cod. proc. pen.
La Corte richiama che l'effettiva conoscenza del procedimento, ai fini della rescissione del giudicato, deve essere riferita alla vocatio in iudicium formale; la mera dichiarazione o elezione di domicilio nelle indagini preliminari non è sufficiente se l'atto introduttivo non è stato notificato in quel luogo, anche se successivamente notificato a mani di altro soggetto legittimato o presso difensore d'ufficio.
Sez. 1, n. 47373 del 12/11/2024 (Muhametaj), Rv. 287291
Giurisprudenza richiamata a sostegno del principio secondo cui la conoscenza rilevante è quella derivante da una formale vocatio in iudicium e non da meri indici presuntivi o dalla fase delle indagini preliminari.
Sez. 6, n. 21997 del 18/06/2020 (Cappelli), Rv. 279680
Decisione di merito conforme al principio che limita la presunzione di conoscenza quando la notifica dell'atto introduttivo sia avvenuta in luogo diverso da quello eletto in indagine preliminare e quando la notifica sia avvenuta presso difensore d'ufficio.
Orientamento espresso da Sezioni Unite (Innaro e Ismail)
Richiamo all'autorevole orientamento delle Sezioni Unite che chiarisce come valutare l'effettiva conoscenza del procedimento ai fini della rescissione del giudicato: occorre un atto formale di vocatio in iudicium per fondare la conoscenza dell'imputato.
Massime di principio
- Se la decisione impugnata non riguarda la stessa sentenza o lo stesso procedimento oggetto dell'istanza, l'atto va annullato e la causa rinviata per riesame: la corrispondenza dell'oggetto è essenziale.
- La prova della conoscenza del procedimento da parte dell'imputato deve basarsi su notifiche formali (vocatio in iudicium); non è sufficiente la mera indicazione di domicilio o altri indici presuntivi emersi nella fase delle indagini preliminari.
- In caso di miscelazione o errata aggregazione di fascicoli o atti relativi a procedimenti distinti, la Corte deve valutare la fondatezza dell'ordinanza alla luce del corretto fascicolo processuale e, se necessario, annullare e rinviare per nuovo esame.
- Il difensore che eccepisce la mancata notificazione deve far verificare esattamente quale atto è stato notificato, a chi e con quale data/registro, poiché l'esito dipende dalla corrispondenza tra l'atto notificato e l'accusa effettivamente contestata.
- Quando si valuta un'istanza di rescissione del giudicato, il giudice deve attenersi alla giurisprudenza consolidata che richiede evidenze concrete di vocatio in iudicium per ritenere l'effettiva conoscenza dell'imputato.
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