Cassazione Penale, Sentenza n. 37648/2024 del 14/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretto e per equivalente nei confronti di Besozzi. Il motivo principale dedotto era l'erronea applicazione dell'art. 10-quater d.lgs. 74/2000 (indebita compensazione): il Tribunale del riesame aveva ritenuto insussistente il reato perché il credito derivante da pacchetti di ricerca e sviluppo forniti da Link Campus/CRISS non era stato inserito nella denuncia dei redditi. Il Procuratore osservava, invece, che il credito contestato era stato utilizzato mediante modelli F24 nell'anno 2019 (riferito all'anno di imposta 2017) per euro 172.182,22, nel periodo in cui Besozzi era legale rappresentante della Munus s.r.l., e che la consumazione del reato va valutata al momento della presentazione dell'ultimo modello F24 e non al momento della produzione della dichiarazione dei redditi.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso limitatamente al primo motivo ritenendo sussistente la violazione di legge: ha affermato il principio secondo cui il delitto di indebita compensazione di cui all'art. 10-quater d.lgs. 74/2000 si consuma al momento della presentazione dell'ultimo modello F24 relativo all'anno interessato. Ha censurato il Tribunale del riesame per aver dato rilievo al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi anziché ai modelli F24. Per questo motivo la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Roma, che dovrà attenersi al principio di diritto indicato.
Norme richiamate
art. 10-quater, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
art. 10-quater d.lgs. 74/2000
Il reato di indebita compensazione si consuma al momento della presentazione dell'ultimo modello F24 relativo all'anno interessato, ossia quando si perfeziona la condotta di indebita compensazione che impedisce il versamento dovuto
art. 81, comma finale, cod. pen.; art. 10 cod. pen.
Richiamate nel capo di imputazione per la definizione della responsabilità e della comunanza di norme penali applicabili al fatto
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 convertito in legge 18 dicembre 2020, n. 176
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, convertito dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176
In materia di disciplina emergenziale da Covid-19 la richiesta di trattazione orale è considerata irretrattabile; la rinuncia a discutere oralmente non muta unilateralmente il rito in cartolare se l'altra parte non rinuncia
art. 23, comma 4, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137
art. 23, comma 4, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137
Riferimento normativo alla possibilità di richiesta di trattazione orale in sede di disciplina emergenziale; la Corte ha richiamato la giurisprudenza che tutela il diritto alla discussione orale della parte che non abbia validamente rinunciato
Massime di principio
- Nel delitto di indebita compensazione (art. 10-quater d.lgs. 74/2000) la consumazione va valutata al momento della presentazione dell'ultimo modello F24 relativo all'anno d'imposta, non al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi
- Per valutare il fumus commissi delicti in ipotesi di indebita compensazione occorre verificare concretamente l'utilizzo dei crediti in modelli F24 e le date di presentazione degli stessi
- Se il giudice del riesame fonda la decisione sulla data di presentazione della dichiarazione anziché sui F24, la motivazione può risultare viziata per violazione di legge
- In presenza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, la corretta individuazione del momento consumativo del reato è cruciale per la valutazione del fumus e della sussistenza della misura
- Le disposizioni emergenziali sul rito (art. 23 d.l. 137/2020 e conversione) limitano la retrocessione della richiesta di discussione orale: la richiesta è in genere irretrattabile e la parte che non rinuncia mantiene il diritto alla discussione orale
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