Ordinanza n. 693/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Puglia che aveva respinto il ricorso contro l’indirizzamento alla società dell’ingiunzione comunale di demolizione di opere eseguite senza permesso di costruire
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha appellato la sentenza del TAR Puglia n. 1405/2025 e ha chiesto in via incidentale la sospensione della relativa efficacia. La controversia cautelare non riguarda la demolizione, disposta dal Comune, di opere realizzate in assenza di permesso di costruire, ma la legittimità dell’indirizzamento dell’ingiunzione di demolizione anche nei confronti della società appellante. L’appellante ha inoltre dedotto profili connessi alla proprietà pubblica dell’area, prospettando conseguenze pregiudizievoli derivanti dall’esecuzione del provvedimento.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare. Ha ritenuto insussistente un effettivo periculum in mora, poiché le possibili conseguenze pregiudizievoli per la società, anche alla luce della questione relativa alla proprietà pubblica dell’area, avrebbero natura patrimoniale e sarebbero eventualmente risarcibili all’esito della decisione di merito. Ha inoltre ritenuto prevalenti le esigenze di interesse pubblico poste a fondamento dell’ingiunzione di demolizione. Le spese della fase cautelare sono state compensate per motivate ragioni.
Norme richiamate
La disposizione costituisce la base normativa della domanda cautelare proposta in appello; l’istanza è stata respinta per l’insussistenza del periculum in mora e per la prevalenza dell’interesse pubblico.
Massime di principio
- In sede cautelare, non sussiste un effettivo periculum in mora quando le conseguenze pregiudizievoli prospettate dall’appellante hanno esclusiva natura patrimoniale e possono essere eventualmente risarcite all’esito del giudizio di merito.
- Nel bilanciamento cautelare, l’assenza di un danno irreparabile può condurre al rigetto della sospensione quando risultino prevalenti le esigenze di interesse pubblico poste a fondamento del provvedimento amministrativo.
- Quando la controversia riguarda non l’esistenza dell’abuso edilizio, ma l’individuazione dei soggetti destinatari dell’ingiunzione di demolizione, la tutela cautelare richiede comunque la dimostrazione di un pregiudizio grave e non meramente patrimoniale.
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