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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21162/2024 del 29/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 11/10/2023 con cui il Tribunale di Fermo, su richiesta del Procuratore della Repubblica, ha disposto la correzione di un presunto errore materiale eliminando la locuzione "pena sospesa" dal dispositivo della sentenza n. 471/2023 (condanna a 4 anni e 6 mesi). Il ricorrente, tramite difensore, ha denunciato: 1) nullità del provvedimento per mancato rispetto dell'art. 130 c.p.p. e dell'art. 127 c.p.p. (assenza del contraddittorio e dell'udienza prevista); 2) illegittimità della correzione per errore in procedendo e per la modifica sostanziale della decisione, deducendo che la rimozione della sospensione della pena non poteva essere operata con la procedura di correzione di errore materiale ma avrebbe richiesto gli strumenti ordinari (es. incidente di esecuzione).

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso nei termini esposti e ha annullato l'ordinanza impugnata. Ha ritenuto fondato il motivo relativo alla violazione dell'art. 130 c.p.p., affermando che la correzione dell'errore materiale deve essere adottata secondo le forme dell'art. 127 c.p.p., con fissazione di udienza e rituale avviso alle parti: la pronuncia "de plano" in assenza di contraddittorio determina la nullità del provvedimento. Le altre censure sono state assorbite. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Fermo.

Norme richiamate

  • art. 127 c.p.p.

    Richiamato come norma che disciplina le forme del procedimento; secondo la Corte l'art.130 rimanda all'art.127 per le forme dell'udienza e del contraddittorio necessarie alla correzione di un errore materiale.

  • art. 130 c.p.p.

    Stabilisce la possibilità di correggere errori materiali; la Corte interpreta il terzo comma nel senso che la correzione deve avvenire rispettando le forme previste dall'art.127 (fissazione di udienza, avviso e partecipazione delle parti), pena la nullità del provvedimento se emesso senza contraddittorio.

  • art. 674 c.p.p., comma 1-bis

    Richiamato dalla difesa per sostenere che la correzione non poteva incidere su profili sostanziali della decisione; dalla sentenza si evince che la norma è stata usata per argomentare l'inammissibilità di modifiche sostanziali mediante il rito di correzione dell'errore materiale, sebbene la Corte si sia focalizzata in particolare sulla violazione dell'art.130 e dell'obbligo di contraddittorio.

Massime di principio

  • La correzione di errore materiale prevista dall'art.130 c.p.p. deve essere effettuata rispettando le forme dell'art.127 c.p.p.: il giudice è tenuto a fissare un'udienza e a dare rituale avviso alle parti, che hanno diritto di partecipare.
  • La pronuncia "de plano" di una correzione materiale, senza contraddittorio e senza udienza, è nulla e può essere impugnata (anche in Cassazione) dalla parte interessata che ne dimostri l'interesse.
  • Non tutte le modifiche al dispositivo penale possono essere ricondotte a un "errore materiale": se la variazione incide sulla sostanza della decisione (es. eliminazione della sospensione condizionale della pena), essa potrebbe richiedere rimedi diversi (es. incidente di esecuzione o mezzi ordinari di impugnazione) e non essere materia del procedimento di correzione di errore materiale.
  • La parte che ritiene che sia stata effettuata una correzione irregolare deve eccepire la nullità tempestivamente e indicare l'interesse ad impugnare; il ricorso di cassazione può essere il mezzo per ottenere l'annullamento del provvedimento viziato.
  • Quando la correzione è chiesta dal pubblico ministero, il giudice dell'esecuzione deve ugualmente rispettare le garanzie del contraddittorio prima di modificare il contenuto del dispositivo.

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