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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12145/2025 del 27/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale di Messina che aveva rigettato l'appello avverso il provvedimento di rigetto dell'istanza di revoca del sequestro preventivo di tre navi ("Ulisse", "Helga", "Bridge"). Denunciavano carenza e apparente motivazione in ordine alla persistenza del periculum in mora, sia rispetto alla relazione ispettiva del 14/06/2023 (da cui emergono significative modifiche strutturali: ascensori dedicati per persone con mobilità ridotta, postazioni per carrozzine, servizi igienici per P.M.R.) sia rispetto alla conformità delle imbarcazioni ai requisiti del bando e capitolato, nonché alla rilevanza dei certificati di sicurezza. Sostenevano che il Tribunale avesse omesso di valutare elementi decisivi (travìsamento per omissione) e non avesse chiarito la natura della misura reale e il nesso tra condotta contestata e sequestro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato: ha constatato l'omessa specificazione della condotta criminosa e del nesso con la misura, nonché una valutazione parziale della relazione ispettiva del 14/06/2023 (omessa considerazione delle migliorie e della presenza dei servizi igienici per P.M.R.). Per tali carenze la motivazione è stata ritenuta meramente apparente e insufficiente. L'ordinanza impugnata è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Messina ai sensi dell'art. 324, comma 5, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 324, comma 5, cod. proc. pen.

    La Corte ha disposto l'annullamento dell'ordinanza impugnata e il rinvio per nuovo giudizio al tribunale competente ai sensi di questa norma, ossia la procedura di rimessione per la verifica del provvedimento cautelare reale.

  • Giurisprudenza richiamata: Sez. 6, n. 21525 del 18/06/2020 (Mulè) - Rv. 279284

    Riferimento alla massima Rv. 279284

    Principio secondo cui la motivazione apparente, determinata dall'omissione di elementi decisivi nel ragionamento del giudice, comporta l'annullamento del provvedimento.

Massime di principio

  • Il giudice che dispone o conferma un sequestro preventivo su beni deve indicare esplicitamente la condotta criminosa contestata e il nesso con la misura (se la misura è impeditiva o funzionale alla confisca), poiché ciò incide sulla valutazione del periculum.
  • La motivazione deve valutare compiutamente e argomentare ogni elemento potenzialmente decisivo prodotto dalle parti (es. relazioni ispettive, certificati di sicurezza, adeguamenti strutturali): l'omissione di tale valutazione integra vizio di motivazione.
  • Le relazioni tecniche/ispettive che attestano adeguamenti strutturali rilevanti (ascensori, servizi per persone con mobilità ridotta, conformità al bando) possono incidere sulla persistenza del periculum e vanno espressamente prese in considerazione dal giudice.
  • La presenza di certificati di sicurezza e la conformità alle previsioni di gara non escludono automaticamente il sequestro, ma costituiscono elementi che il giudice deve valutare e giustificare nel decidere sulla revoca o mantenimento della misura.
  • Per il ricorrente cautelare è essenziale allegare e documentare puntualmente le migliorie e la documentazione tecnica per contestare la sussistenza o l'attualità del periculum; per il giudice, la mancata esplicitazione del ragionamento logico-giuridico su tali elementi rende il provvedimento annullabile.
  • In caso di vizio motivazionale la Cassazione annulla e rinvia; il Tribunale dovrà riesaminare il provvedimento dando conto delle valutazioni omesse, distinguendo finalità della misura e collegando chiaramente fatti, gravità indiziaria e esigenze cautelari.

Testo integrale

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