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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24532/2023 del 07/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore ha richiesto l'incidente probatorio ai sensi dell'art. 392, comma 1, lett. g), cod. proc. pen., per una ricognizione di persona da parte della persona offesa. Il GIP ha rigettato la richiesta sostenendo che era già stato emesso il decreto di giudizio immediato; il ricorrente deduce che il GIP ha indicato una data errata del decreto (9/12/2022 anziché 12/12/2022), sicché alla data di deposito della richiesta di incidente probatorio risultavano pendenti sia la richiesta di incidente probatorio sia la richiesta di giudizio immediato, con conseguente lesione dei diritti di difesa e violazione dell'art. 392 cod. proc. pen.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato che l'ordinanza che respinge la richiesta di incidente probatorio è espressione di un potere discrezionale del giudice e, secondo la consolidata giurisprudenza di legittimità, non è ricorribile per cassazione salvo casi eccezionali di "abnormità" che qui non sono riscontrati. Il Collegio ha inoltre escluso l'applicabilità della giurisprudenza richiamata dal ricorrente, ritenendola riferita alla specifica tutela prevista dall'art. 392, comma 1-bis (protezione vittime di reati sessuali). Perciò il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 392 cod. proc. pen.

    Regola l'incidente probatorio (tra cui la ricognizione di persona). La Corte interpreta la relativa istanza come soggetta alla valutazione discrezionale del giudice e ritiene che il rigetto non sia normalmente impugnabile per cassazione.

  • art. 392, comma 1-bis cod. proc. pen.

    Prevede specifiche tutele (legate a obblighi internazionali) per le persone offese di reati sessuali; la Corte osserva che le pronunce che estendono tutela sono fondate su questa ratio particolare e non sono applicabili al caso di specie.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Contiene le specifiche ipotesi di vizio impugnabili in Cassazione; la Corte segnala che la pretesa lesione dedotta non rientra nelle fattispecie utilizzabili per cassazione contro provvedimenti discrezionali di rigetto dell'incidente probatorio.

  • art. 23, comma 8, decreto-legge 28/10/2020, n. 137 (conv. L. 18/12/2020, n. 176) e successive integrazioni normative

    Norme che hanno consentito l'adozione della trattazione scritta per il procedimento in Cassazione; qui la Corte ha disposto la trattazione scritta e ha ricevuto conclusioni scritte delle parti.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Attribuisce alla Corte il potere di condannare il ricorrente alle spese processuali e a una somma a favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte lo ha applicato liquidando euro 3.000.

Massime di principio

  • La richiesta di incidente probatorio (art. 392) è soggetta alla valutazione discrezionale del giudice: il rigetto è in genere insindacabile in Cassazione.
  • Per ottenere tutela straordinaria tramite la Cassazione occorrono fatti che integrino un'"abnormità" del provvedimento (strutturale o funzionale) dimostrabile con chiarezza; tali casi sono eccezionali.
  • Le tutele più stringenti previste dall'art. 392, comma 1-bis, riguardano specificamente le vittime di reati sessuali e non si estendono automaticamente ad altre fattispecie; verificare sempre la ratio normativa invocata.
  • Se si presenta istanza di incidente probatorio contestualmente ad una richiesta di giudizio immediato, è fondamentale documentare tempestivamente e con precisione le ragioni di urgenza e la cronologia degli atti, poiché errori o imprecisioni formali sul momento procedimentale possono pregiudicare l'efficacia del rimedio.
  • In caso di rigetto dell'incidente probatorio, poiché la Cassazione è normalmente inammissibile, il difensore dovrebbe valutare rimedi alternativi (es. riproporre la prova in dibattimento, sollevare la questione nei mezzi ordinari di impugnazione del futuro giudizio di merito, o dimostrare un'eccezionale abnormità del provvedimento) e curare la motivazione e la documentazione della richiesta iniziale.

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