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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6013/2024 del 12/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte di appello di Napoli del 16/03/2023 con cui, in parziale riforma della sentenza di condanna del Tribunale di Avellino (giudizio abbreviato), era stata rideterminata la pena per tentata rapina aggravata e lesioni aggravate. Il ricorrente deduceva violazione di legge in relazione all'art. 628 c.p., sostenendo che la Corte di appello aveva errato nel determinare la pena prendendo come riferimento il minimo edittale successivo (anni 5, introdotto dalla L.103/2017) anziché quello vigente al momento della consumazione del reato (anno 2014, pari ad anni 3), e non avendo correttamente operato l'ordine delle riduzioni (riduzione per tentativo ex art.56 c.p. e quindi la riduzione per il rito abbreviato).

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato solo sul profilo sanzionatorio: ha annullato la parte della sentenza impugnata relativa al trattamento sanzionatorio e ha rinviato ad altra Sezione della Corte di appello di Napoli affinché ridetermini la pena tenendo conto del minimo edittale vigente al momento della commissione del reato (anno 2014), applicando correttamente le riduzioni (prima la riduzione per tentativo e poi quella per il rito, secondo quanto indicato). Ha dichiarato irrevocabile l'affermazione di responsabilità.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, D.L. n.137/2020 convertito L. 18/12/2020 n.176 (modificato dall'art.16 del D.L. 30/12/2021, n.228, convertito nella L. 25/02/2022 n.15)

    Richiamato esclusivamente in tema di modalità di trattazione del procedimento (contraddittorio scritto) ai fini dell'istruttoria e del rito processuale.

  • art. 628 c.p.

    Norma incriminatrice relativa alla rapina: la Corte ha precisato che, ai fini della determinazione della pena, va preso come riferimento il minimo edittale vigente al momento della consumazione del reato (principio di irretroattività della legge penale più grave). L'applicazione del minimo introdotto successivamente (L.103/2017) era errata per i fatti consumati nel 2014.

  • art. 56 c.p.

    Riferito alla riduzione della pena per il tentativo: la Corte sottolinea che la riduzione per il tentativo deve essere operata sul minimo edittale vigente al momento del fatto e prima di eventuali ulteriori riduzioni (es. per il rito abbreviato).

  • L. 103/2017

    Norma che ha innalzato il minimo edittale per il reato di rapina a 5 anni; la Corte osserva che tale modifica non poteva essere applicata retroattivamente ai reati consumati prima della sua entrata in vigore (qui il fatto del 2014).

Massime di principio

  • Nel determinare la pena si deve prendere come punto di riferimento il minimo edittale previsto dalla norma incriminatrice vigente al momento della commissione del reato (principio di legalità e non retroattività della legge più grave).
  • Le riduzioni di pena (es. per tentativo ex art.56 c.p.) vanno calcolate nell'ordine corretto: prima la riduzione relativa allo stato (es. tentativo), e successivamente le riduzioni spettanti per il rito (es. abbreviato), salvo diversa previsione o diversa interpretazione normativa concordata dalle parti.
  • Se la Corte di merito sbaglia la base di calcolo (ad esempio adottando un minimo edittale successivo alla commissione del reato) la decisione può essere annullata limitatamente al trattamento sanzionatorio e rinviata per una nuova determinazione della pena.
  • L'annullamento parziale della sentenza con rinvio può coesistere con la dichiarazione irrevocabile di responsabilità: la condanna quanto alla colpevolezza resta confermata, ma il calcolo della pena può essere riformulato.
  • In presenza di modifiche legislative intervenute dopo il fatto (inasprimenti), tali modifiche non sono applicabili retroattivamente se peggiorative; occorre sempre verificare la legge in vigore al momento del fatto.

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