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Cassazione Civile, Ordinanza n. 11578/2023 del 03/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (società)

La controversia

La controversia riguarda l'occupazione usurpativa di un terreno adibito alla realizzazione di un impianto per il trattamento dei rifiuti. In primo grado la società occupante era stata condannata a risarcire sia il conduttore del fondo sia la proprietaria intervenuta, mentre il Comune era stato escluso. In appello la società aveva contestato, tra l'altro, l'ammissibilità dell'intervento della proprietaria a istruttoria chiusa, l'utilizzabilità di prove acquisite su iniziativa dell'attore, e soprattutto la quantificazione del danno e la qualificazione urbanistica dell'area. Nel giudizio di secondo grado, però, era sopravvenuto un decreto di acquisizione sanante ex art. 42-bis del d.P.R. 327/2001, depositato e portato all'attenzione del giudice d'appello. La società ricorrente ha quindi dedotto con il primo motivo la violazione dell'art. 42-bis e l'omesso esame degli effetti del decreto, sostenendo che tale sopravvenienza rendeva improcedibili le domande risarcitorie; con gli altri motivi ha riproposto censure su intervento tardivo, prove, edificabilità del suolo e quantificazione del danno, mentre i resistenti hanno proposto ricorso incidentale lamentando l'omessa considerazione del decreto e la mancata pronuncia sulla responsabilità del Comune e sulla conversione del rito.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo del ricorso principale, rilevando che il giudice d'appello avrebbe dovuto esaminare gli effetti del decreto di acquisizione sanante sopravvenuto nel corso del giudizio. Ha affermato che il decreto ex art. 42-bis determina l'improcedibilità delle domande di restituzione e di risarcimento in relazione all'occupazione illegittima solo se non si sia già formato un giudicato non solo sul diritto alla restituzione, ma anche sull'illiceità della condotta della PA e sul conseguente diritto al risarcimento. Poiché la sentenza impugnata non aveva preso in considerazione il decreto, la Corte ha cassato la decisione con rinvio alla Corte d'appello di Catania in diversa composizione per nuovo esame conforme ai principi richiamati e per la regolazione delle spese. Sono stati dichiarati assorbiti gli altri motivi del ricorso principale e il ricorso incidentale.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    decreto di acquisizione sanante

    il sopravvenuto decreto di acquisizione sanante deve essere valutato dal giudice di merito; esso comporta l'improcedibilità delle domande di restituzione e di risarcimento riferite all'occupazione illegittima solo se non si sia formato un giudicato anche sull'illiceità della condotta della pubblica amministrazione e sul diritto al risarcimento.

  • art. 360 c.p.c.

    norma richiamata quale parametro dei motivi di ricorso per violazione di legge e omesso esame di fatti decisivi.

  • art. 268 c.p.c.

    richiamato dal ricorrente per contestare l'intervento volontario della proprietaria a istruttoria chiusa.

  • art. 115 c.p.c.

    richiamato dal ricorrente in relazione alla dedotta utilizzazione di prove assunte su iniziativa altrui.

  • art. 112 c.p.c.

    richiamato nel ricorso incidentale per denunciare omessa pronuncia.

  • art. 2730 c.c.

    richiamato nel ricorso incidentale con riferimento al valore confessorio del decreto ex art. 42-bis.

  • art. 2043 c.c.

    richiamato per le censure sulla responsabilità aquiliana e sul danno da occupazione illegittima.

  • art. 2056 c.c.

    richiamato per la liquidazione del danno risarcibile.

  • art. 24 Cost.

    richiamato dalle parti a tutela del diritto di difesa e del contraddittorio.

  • art. 11 Cost.

    richiamato dalle parti, senza specifica elaborazione nella motivazione accolta.

  • art. 42 Cost.

    richiamato nel ricorso incidentale in relazione alla tutela della proprietà e ai provvedimenti di acquisizione.

  • art. 51 d.P.R. 218/1978

    richiamato dal ricorrente con riferimento alla destinazione urbanistica del suolo.

Massime di principio

  • Il giudice di merito deve esaminare la sopravvenienza di un decreto di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 quando esso sia stato ritualmente introdotto nel processo e risulti potenzialmente idoneo a incidere sulle domande restitutorie e risarcitorie.
  • Il decreto di acquisizione sanante comporta l'improcedibilità delle domande di restituzione e di risarcimento connesse all'occupazione illegittima solo se non si sia già formato un giudicato non soltanto sul diritto alla restituzione del bene, ma anche sull'illiceità della condotta della pubblica amministrazione e sul correlato diritto al risarcimento del danno.
  • Se il giudice di appello omette di valutare un fatto sopravvenuto decisivo e documentalmente acquisito, la sentenza è cassabile per vizio di motivazione/violazione di legge con rinvio al giudice di merito per nuovo esame.
  • Quando viene accolto un motivo assorbente che incide sul quadro sostanziale della lite, restano assorbite le ulteriori censure del ricorso principale e l'eventuale ricorso incidentale fondato sulla medesima vicenda.
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Come è indicizzato

MaterieResponsabilità della PAImpugnazioniProveProprietàCompravendita immobiliare
RamiResponsabilità civileEsecuzioniProcesso civileDiritti realiImmobiliare
IstitutiOnere della provaGiudicato

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