Cassazione Penale, Sentenza n. 11085/2023 del 15/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Sparano, detenuto sottoposto al regime penitenziario differenziato di cui all'art. 41-bis, aveva reclamato contro il provvedimento del Magistrato di sorveglianza che aveva rigettato il reclamo sull'esclusione dal "modello 72" di una serie di prodotti alimentari (presenti nel modello di altri istituti, in particolare Milano-Opera). Il Tribunale di sorveglianza dell'Aquila aveva accolto il reclamo ritenendo che la circolare del 2 ottobre 2017 prevedesse un modello 72 omogeneo tra gli istituti e che l'esclusione non rispondesse a esigenze di prevenzione e sicurezza. Il Ministero ha impugnato l'ordinanza sostenendo che la differenziazione dei generi alimentari è legittima se funzionale ad evitare la creazione di posizioni di supremazia all'interno dei gruppi di socialità e che la circolare non imponeva un obbligo di identità fra i modelli adottati dai singoli istituti.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. Ha stabilito che è legittima la scelta dell'amministrazione penitenziaria di vietare l'acquisto di determinati alimenti per i detenuti in regime 41-bis quando tali divieti siano diretti a evitare che alcuni beni accrescano la posizione di potere o il "carisma" del detenuto nel gruppo di socialità. Tuttavia la Corte ha censurato il provvedimento impugnato perché mancava una puntuale indicazione dei beni esclusi dal "modello 72" e perché il Tribunale aveva errato nell'affermare l'obbligo di omogeneità fra i modelli degli istituti: la circolare del 2 ottobre 2017 richiede invece che ciascun istituto si doti di un proprio "modello 72" comunicando eventuali variazioni alla Direzione Generale per le opportune valutazioni. Perciò, per l'assenza di specificità e per la scorretta interpretazione della circolare, l'ordinanza favorevole al detenuto è stata annullata.
Norme richiamate
Consente ulteriori limitazioni alla ricezione, acquisto e possesso di somme, beni e oggetti per i detenuti in regime differenziato al fine di evitare discriminazioni e la formazione di posizioni di potere all'interno del gruppo di socialità
art. 35-bis legge 26 luglio 1975, n. 354
Prevede la possibilità di reclamo (procedura impugnatoria) nel contesto dei provvedimenti relativi alla detenzione; nel caso in esame è la norma di riferimento per il reclamo accolto dal Tribunale di sorveglianza
art. 69, comma 6, lett. b) Ord. pen.
Norma procedurale utilizzata dal detenuto per proporre reclamo al magistrato di sorveglianza relativo a provvedimenti interni, qui riferita all'omissione di determinati prodotti nel "modello 72"
Stabilisce limiti generali alla ricezione, acquisto e possesso di oggetti e generi alimentari da parte di tutti i detenuti; va tenuto presente nella valutazione delle ulteriori restrizioni previste dal regime 41-bis
Circolare del 2 ottobre 2017 del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria
gli Istituti penitenziari dovessero dotarsi "ciascuno di essi" di un "modello 72"; comunicando le variazioni "alla Direzione Generale dei Detenuti del Trattamento per le opportune valutazioni a garanzia dell'omogeneità del circuito"
Imposta che ogni istituto provveda autonomamente al proprio "modello 72"; non impone automaticamente identità totale tra i modelli degli istituti, ma prevede comunicazione e valutazione delle variazioni per garantire omogeneità dove opportuno
Sentenza Corte costituzionale n. 97 del 2020
Ha ammesso lo scambio di oggetti tra detenuti appartenenti al medesimo gruppo di socialità; elemento rilevante nella valutazione del rischio connesso a determinati beni e della loro possibile funzione di accrescimento di potere
Giurisprudenza della Cassazione richiamata
Sez. 1, n. 4030 del 04/12/2020 (Gallo); Sez. 1, n. 33917 del 15/07/2021 (Gallico)
Precedenti che chiariscono i limiti e le condizioni di legittimità per la restrizione dei generi alimentari in regime 41-bis: le esclusioni possono essere legittime se giustificate dalla necessità di impedire l'accentramento di potere, ma il giudice deve valutare la ragionevolezza delle scelte in concreto
Massime di principio
- La amministrazione penitenziaria può limitare l'acquisto o il possesso di specifici generi alimentari per i detenuti in regime 41-bis quando vi sia un nesso concreto con la necessità di evitare che tali beni accrescano la posizione di potere o il carisma del detenuto all'interno del gruppo di socialità
- Il giudice di sorveglianza/cassazione richiede che le restrizioni siano motivate e specifiche: è necessario indicare i beni interessati e spiegare proporzionalmente in che modo la loro esclusione risponde a finalità di sicurezza e difesa sociale
- La circolare del 2 ottobre 2017 non impone l'identità automatica del "modello 72" tra tutti gli istituti: ogni istituto elabora il proprio modello, comunicando le variazioni alla Direzione competente, per cui differenze giustificate non violano automaticamente il principio di parità
- Dopo la sentenza n. 97/2020 della Corte costituzionale, lo scambio di oggetti nel medesimo gruppo di socialità è possibile; ciò aumenta la rilevanza della valutazione del rischio connesso a singoli beni nella determinazione delle limitazioni
- La mera comparazione tra "modelli 72" di istituti diversi non basta a dimostrare violazione di parità di trattamento: occorre valutare la motivazione di sicurezza e la concretezza del rischio in ciascuna realtà penitenziaria
- Le decisioni amministrative che incidono sui diritti dei detenuti devono essere documentate con motivazioni di merito e circostanziate per poter superare il controllo giurisdizionale; la genericità può portare all'annullamento del provvedimento
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