Cassazione Penale, Sentenza n. 05128/2026 del 09/02/2026
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 09/09/2025 che aveva respinto l'istanza di applicazione della disciplina del reato continuato tra più sentenze irrevocabili di condanna. Il ricorrente deduceva la sussistenza del "medesimo disegno criminoso" in ragione dell'identità dei titoli di reato (furti), dell'identità del bene materiale rubato (biciclette a pedalata assistita), della contiguità territoriale (penisola sorrentina), della limitata distanza temporale (circa tre mesi) e della presenza dello stesso complice (Carmine di Mauro). Il giudice dell'esecuzione aveva ritenuto decisivo il fatto che i reati fossero avvenuti a distanza di circa tre mesi e, in mancanza di altri elementi, aveva respinto l'istanza.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato che l'art. 671, comma 1, c.p.p. rinvia ai presupposti sostanziali dell'art. 81, comma 2, c.p. relativi al "medesimo disegno criminoso" e che tale nozione va valutata con criteri indicatori (omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modalità della condotta, sistematicità, ecc.). La Corte ha censurato l'ordinanza impugnata per aver valutato soltanto astrattamente gli indici, senza prendere posizione sulle specifiche allegazioni del ricorrente circa il collegamento concreto tra i fatti (stessa tipologia di reati, stesso bene, stessa area geografica, stesso complice). Dato che l'onere di allegazione grava sul ricorrente, una volta allegati elementi concreti il giudice dell'esecuzione deve motivare affrontando quelle deduzioni. L'ordinanza è stata annullata e la causa è stata rinviata per nuovo giudizio, con la prescrizione che il giudizio di rinvio si svolga in diversa composizione alla luce della sentenza della Corte costituzionale n.183/2013 che impedisce la partecipazione del medesimo giudice che aveva già deciso l'istanza in sede esecutiva.
Norme richiamate
nel caso di più sentenze o decreti penali irrevocabili pronunciati in procedimenti distinti contro la stessa persona, il condannato o il pubblico ministero possono chiedere al giudice dell'esecuzione l'applicazione della disciplina del concorso formale o del reato continuato, sempre che la stessa non sia stata esclusa dal giudice della cognizione
Norma formale che consente l'istanza in sede esecutiva; rimanda ai presupposti sostanziali del reato continuato disciplinati dall'art. 81 c.p.; impone al giudice dell'esecuzione di valutare l'esistenza del "medesimo disegno criminoso" anche in presenza di sentenze pronunciate in procedimenti distinti
Fornisce il presupposto sostanziale per la continuazione: punisce chi con più azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno criminoso, commette anche in tempi diversi più violazioni della stessa o di diverse disposizioni; la Corte richiama i criteri indicatori per accertare il medesimo disegno criminoso
Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017 (giurisprudenza di legittimità, Gargiulo)
Individua i criteri indicatori per la continuazione (omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modalità della condotta, sistematicità, abitudini programmate di vita) e richiede una verifica approfondita anche in sede esecutiva
Sez. 1, n. 35806 del 20/04/2016 (D'Amico)
Richiama l'onere di allegazione a carico del condannato che chiede l'applicazione della continuazione; tuttavia, se vengono fornite allegazioni concrete, il giudice deve valutare e motivare sul nesso concreto tra i fatti
Corte costituzionale, sentenza n. 183 del 03/07/2013
Dichiara incostituzionali le disposizioni che permettevano la partecipazione al giudizio di rinvio del medesimo giudice che aveva già deciso l'istanza in sede esecutiva; impone che il giudizio di rinvio si svolga in diversa composizione
Articoli penali contestati alle sentenze di condanna (artt. 624, 624-bis, 625 c.p.)
Rilevati come oggetto delle singole condanne (furto e furto con strappo/violenza), utili per valutare l'omogeneità dei reati e il bene protetto (biciclette a pedalata assistita) ai fini dell'eventuale continuazione
Massime di principio
- La sussistenza del "medesimo disegno criminoso" va accertata attraverso criteri indicatori (omogeneità del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modalità operative, sistematicità, presenza di stessi complici) e non con riferimento esclusivo a un solo elemento
- L'onere di allegazione grava sul richiedente la continuazione, ma una volta che siano state prodotte allegazioni concrete il giudice dell'esecuzione deve affrontarle esplicitamente e motivare se le ritiene o meno idonee a dimostrare il nesso unitario
- La mera contiguità cronologica o l'identità formale dei titoli di reato non sono di per sé sufficienti: occorre valutare se i reati fossero programmati almeno nelle linee essenziali già al momento del primo fatto
- Se il giudice in sede esecutiva si limita a considerazioni astratte senza esaminare i collegamenti concreti indicati dal ricorrente, la decisione è vulnerabile e può essere annullata
- In caso di annullamento con rinvio relativo all'applicazione della continuazione, il giudizio di rinvio dovrà svolgersi in diversa composizione giudicante, in ottemperanza alla giurisprudenza costituzionale
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