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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00679/2025 del 08/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna per più reati fallimentari, con rideterminazione della pena e riconoscimento delle attenuanti generiche in equivalenza. Il ricorso conteneva un solo motivo articolato in più censure: da un lato contestava l'affermazione di responsabilità e il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.; dall'altro censurava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche in regime di prevalenza, sostenendo che la valutazione di merito fosse errata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto generiche e astratte le doglianze sulla responsabilità penale e sul diniego della particolare tenuità del fatto, prive di concreto confronto con la motivazione della sentenza impugnata. Quanto alle attenuanti generiche e al giudizio di comparazione, ha ribadito che tale apprezzamento è discrezionale e sottratto al sindacato di legittimità se non manifestamente illogico o arbitrario; nel caso concreto la motivazione del giudice di merito è stata ritenuta adeguata. Ne è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non può essere utilmente censurata in cassazione con deduzioni astratte e non correlate alla concreta motivazione della sentenza impugnata.

  • artt. 216, comma 1, n. 1 e 223 L.F.

    Norme poste a base della condanna confermata in appello per fatti di bancarotta/fattispecie fallimentari.

  • artt. 216, comma 1, n. 2 e 223 L.F.

    Norme poste a base della condanna confermata in appello per fatti di bancarotta/fattispecie fallimentari.

  • art. 223, comma 2, n. 2 L.F.

    Norma richiamata quale titolo di reato confermato in appello.

  • art. 216, comma 3, e 223 L.F.

    Norme richiamate quale titolo di reato confermato in appello.

  • art. 62-bis c.p.

    Le attenuanti generiche e il loro bilanciamento restano affidati alla discrezionalità del giudice di merito e sono sindacabili in cassazione solo per manifesta illogicità o arbitrarietà della motivazione.

  • art. 69 c.p.

    Il giudizio di comparazione tra circostanze attenuanti e aggravanti è valutazione discrezionale del giudice di merito, censurabile solo nei limiti del vizio di motivazione radicale.

Massime di principio

  • In cassazione è inammissibile il motivo che contesti la responsabilità o il diniego della particolare tenuità del fatto in modo generico, astratto e senza un confronto puntuale con le argomentazioni della sentenza impugnata.
  • Il giudizio di comparazione tra circostanze attenuanti e aggravanti è espressione di discrezionalità del giudice di merito e non è sindacabile in legittimità se la motivazione è sufficiente, non arbitraria e non manifestamente illogica.
  • Il riconoscimento delle attenuanti generiche può essere legittimamente fondato su una motivazione sintetica, purché idonea a spiegare la soluzione adottata e il trattamento sanzionatorio concretamente ritenuto adeguato.
  • La censura di una causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. richiede una critica concreta alla motivazione sulla offensività del fatto; deduzioni meramente assertive non superano il vaglio di ammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaCause di non punibilitàCircostanze del reatoImpugnazioni
RamiReati fallimentariParte generaleProcesso penale
SottomaterieBancarotta patrimonialeBancarotta documentaleBancarotta preferenziale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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